La… «coglionaria»… del consulente scientifico del ministro della salute

È di questi giorni l’intervista riportata dal Corriere della sera al consulente scientifico del ministro della Salute a proposito dell’eventuale aumento dei contagi da questo fantomatico virus a breve scadenza: «… a settembre riaprono la scuole e riprenderà il circolo vizioso costituito dai bambini che tornano a casa e infettano nonni e genitori. Un cerchio che si può interrompere vaccinando i piccoli e gli anziani, arieggiando le aule, usando le mascherine in autobus » e fin qui nulla da eccepire ma asserire poi (sic): «Allora acquistiamo i rilevatori di anidride carbonica da mettere in aula. Quando segnalano la saturazione, gli insegnanti aprono le finestre» spinge giocoforza a fare delle necessarie considerazioni! Viene in mente il termine “coglionaria” che il versatile talento partenopeo di Giovan Battista della Porta usa in una lettera a Federico Cesi a proposito dei secreti dell’occhiale rivendicando l’idea primaria di un telescopio riguardo a Galileo, il tutto ben si adatta alle parole usate dal consulente scientifico.
Ritornano con forza alla nostra mente le balzane idee dei banchi a rotelle e quant’altro nella recente lotta ai contagi da coronavirus con i risultati che tutti abbiamo toccato con mano. Si ha l’impressione forse di voler risolvere un problema creandone altri ubbidendo solo a particolari interessi.
La verità è ben altro, non occorre scomodare l’anidride carbonica e i suoi rivelatori ma è necessario affrontare i grossi problemi che i climatizzatori o condizionatori che dir si voglia nella vita sociale del nostro tempo stanno creando ormai da decenni ma che nessuno, chissà perché, nell’informazione massificata attuale ha il coraggio di affrontare.
Esiste una copiosa letteratura scientifica che riguarda la qualità delle arie che respiriamo sia all’aperto che in ambienti chiusi e in particolare su quel micidiale cocktail di agenti (batteri, virus, polveri ultrasottili e per di più anche riciclate) nocivi alla nostra salute che la società consumistica in cui siamo costretti a vivere ci costringe ad inalare. Un brodo di colture in vitro, ben altro, da possibili mutazioni di virus che in simile brodaglia vanno a nozze! Finiamola una volta su tutte di coartare la natura in un letto di Procuste, laddove siamo ormai di fronte a un vero bavaglio socio-culturale imperante senza esclusione di colpi, calpestando con totale indecenza la libertà individuale che i nostri politici hanno la spudoratezza di chiamare democrazia! Non solo a livello centrale, vale a dire i palazzi del potere, ma anche locali in uno spettacolo anzi avanspettacolo a dir poco osceno. Ma vogliamo veramente, mi sia permesso, impedire al culo di cacare?

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Michele Vista
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