Summa (Cgil) su transizione digitale e rete ultralarga in Basilicata

“Intanto che i processi di transizione digitale stanno traghettando l’Europa e l’Italia nel 5G, la nostra regione, come al solito, viaggia a una velocità ridotta. Nel mentre si continua con la narrazione dell’innovazione digitale, protagonista assoluta di tutti gli attuali dibattici accademici, politici, sociali, la realtà dei fatti è che in molte zone della nostra regione manca ancora la copertura della telefonia mobile. Senza tralasciare l’annosa questione, grande spina nel fianco della regione, della carenza dei collegamenti infrastrutturali. Due questioni che se non vengono affrontate una volta per tutte rischiano di vanificare qualsiasi visione programmatica di sviluppo. Non è possibile essere ancora isolati dal resto del mondo”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Non è possibile che nel 2022, in piena fase di trasformazione digitale ed ecologica – continua Summa – e in presenza di ingenti risorse finanziarie, dal Pnrr alle royalties, passando per le risorse comunitarie, ci siano ancora intere aree della regione non coperte dalla rete wi-fi e imprese che non riescano a connettersi a internet o a inviare una e-mail. L’innovazione digitale deve essere accompagnata da piani e strumenti, ma registriamo a oggi ancora un’atavica e intollerabile carenza di rete. Le transizioni – spiega il segretario della Cgil lucana – creano sfide complesse per il futuro, ma qui addirittura mancano le basi. Si parla di traghettare il nostro Paese verso i nuovi settori di crescita della transizione digitale. Ma senza le infrastrutture diventa difficile fare uscire dall’isolamento tanto i nostri comuni, quanto le aree industriali. E sarà difficile attrarre nuovi investitori, nuove imprese. Perché diventa complicato sia migliorare i servizi già esistenti sia potenziarli, che garantirne di nuovi. E dire – aggiunge Summa – che esiste un contratto di concessione per la realizzazione di una rete a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato delle regioni interessate dal secondo bando (Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia), sottoscritto da Infratel Italia e Open Fiber a novembre 2017. Un contratto che prevede investimenti in Basilicata per circa 24 milioni di euro per portare la banda ultra larga in quasi tutti i comuni della Basilicata (103) e nelle aree industriali .Due le date fissate per il completamento delle opere e relativo collaudo: dicembre 2021 (75% dei comuni), marzo 2022 (il restante 25%). Traguardi che, a oggi, visto lo stato di connessione di molte aree dei nostri comuni, risultano lontani dall’essere stati rispettati. A che punto siamo? – domanda Summa – Qual è lo stato di avanzamento di realizzazione della rete da parte di Infratel?  Vorrei ricordare al presidente della Regione che, a inizio febbraio 2022, nella conferenza stampa di presentazione del Piano digitale regionale, era stato annunciato il completamento dei lavori al mese di dicembre 2022 con uno slittamento dei termini di oltre sette mesi rispetto al cronoprogramma allegato al contratto. Un traguardo, anche quest’ultimo, che sembra difficile da rispettare. Pertanto – conclude Summa – invitiamo il governo regionale ad attivarsi per chiedere a Infratel il rispetto del cronoprogramma e l’accelerazione dei lavori, che per la nostra regione rivestono una priorità strategica e primordiale per tirare fuori dall’isolamento il nostro territorio e per evitare che la nostra regione diventi fanalino di coda del processo di transizione digitale in atto”.

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