Un romanzo distopico per capire un’agricoltura sostenibile

Sul pianeta Terra la sopravvivenza umana è legata al cibo. L’evoluzione dell’agricoltura nei millenni trascorsi lo testimonia. L’autore Riccardo Lupino, tesse con un accattivante linguaggio narrativo un immaginario racconto sul possibile scenario in cui gli umani verranno a trovarsi tra mille anni, dal titolo: AgriTortura (Editore GFE, Roma 2025, pp.349) e affronta temi attuali che riguardano le attività agricole nella loro complessa problematica riferita all’alimentazione.

L’autore immagina che in un futuro millennio l’agricoltura sia stata definitivamente proibita dovunque perché ritenuta responsabile del maggior sfruttamento dell’intero pianeta da parte degli umani. Dopo secoli di tentativi illusori alla ricerca di un’energia pulita, gli esseri umani per sopravvivere sono totalmente gestiti da apparati informatici e strumentali, dotati di capacità decisionali in una realtà totalmente artificiale e impersonale, centellinata e programmata nella sua quotidianità sociale e soprattutto alimentare. Il cibo è stato sostituito da un miscuglio denominato Nutrix caratterizzato da un polimorfismo organolettico strutturale artificiale, creato in laboratorio per salvaguardare attraverso le sue potenzialità digitali, la natura ma schiavizzando in pratica gli esseri umani, costretti a vivere in tante bolle nelle quali tutto ciò che serve proviene da una filiera di elaborati processi di sintesi.

Il protagonista Giorgio, è un quarantenne che ha un assistente digitale, suo nume tutelare, cui si rivolge per ogni attività fisica e cognitiva, ricevendone tutte le necessarie spiegazioni. L’autore descrive con piglio narrativo coinvolgente, ricco di suspense, il percorso che potrà finalmente far uscire Giorgio dal guscio digitale e protettivo che lo circonda e dargli  modo di ritornare a una sana, dignitosa e valida agricoltura.

Allo stesso tempo il nostro scrittore, appassionato ed esperto contadino che sa bene cosa significhi coltivare il proprio orticello con la zappa e la vanga, riesce a trasmettere un messaggio di grande efficacia: in agricoltura è ancora possibile affermare che solo conoscendo come e in qual maniera riesco a produrre qualcosa, così potrò dire di conoscere quel che mangio?

E chi vuol intendere intenda!

Michele Vista
Michele Vista
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