Sono queste le parole pronunciate dal nuovo successore di Pietro che colpiscono nella maniera più immediata, tutto il mondo cattolico e non solo, nella loro essenzialità agostiniana. Un mondo dilaniato da conflitti, a dir poco di portata mondiale, spalleggiati dall’ipocrisia delle maggiori potenze tutte volte al loro possibile profitto economico e nient’altro.
L’informazione e il conseguente battage mediatico non si sono giustamente lasciati sfuggire la ghiotta occasione di cronaca, nel tentativo ormai consolidato nella politica internazionale e nostrana di fare solo gossip a piè sospinto da parte dei soliti esperti parolai, che sono stati ancora una volta smentiti, nonostante il loro anda e rianda nei vari e salottieri dibattiti televisivi.
E’ stata invece rispettata la tradizione, storicamente inattaccabile dai pettegolezzi, del Conclave. Forse una delle poche occasioni nelle quali in un consesso di umani, con indosso la berretta cardinalizia, si è cercato di guardare realisticamente l’aspetto globale del nostro pianeta nella futura prospettiva sociale. Al di là delle tante chiacchiere che abbiamo sentito dire, ora sarà necessario aspettare i fatti in seno al nuovo pontificato di Leone XIV, e ci auguriamo anche nel nome del suo primo predecessore Leone Magno, riesca a fermare o per lo meno a far rinsavire i tanti Attila che dominano la scena mondiale!


