Un libro sul comodino. “Io e il signor G”

Il protagonista del racconto (di Giacomo Lasorella, ndr) è Andrea, un medico che vive immerso nella splendida tranquillità agreste delle colline del Chianti senese e all’ombra di un maestoso gelso immagina un dialogo con un vecchio dai capelli bianchi ed un viso solcato da profonde rughe, il Signor G, che gli pone domande sul senso della vita alla luce delle proprie esperienze vissute. Il racconto si dipana in profonde considerazioni arricchito e corroborato da una esperienza professionale e umana di grande valore stimolando al contempo ed emozionando il lettore in sofferte meditazioni. Echi lucreziani e leopardiani si alternano nelle parole di Andrea su cui s’innesta tutta una miriade di ricordi intramezzati da descrizioni del paesaggio bucolico senese che l’autore rende concise ed essenziali quasi come efficaci pennellate di colore, uno spettacolo della natura che conosce molto bene a cui è affezionato, vivendoci ormai da diversi decenni, sentendosi a suo agio partecipe di quella comunità formata da tanti personaggi ed elementi della natura, dalle piante agli animali selvatici e domestici che s’incontrano passeggiando in quei dedali di sentieri e strade bianche, che invitano alla meditazione con se stessi, al silenzio ma soprattutto al rispetto  della natura. La narrazione procede tra il fantastico ed il reale come nella descrizione del pontile d’imbarco, anomalo in quella campagna chiantigiana, dove reincontra il signor G con altri personaggi che compongono i suoi ricordi dissolvendosi in un’immagine che richiama alla mente alcune pagine dei racconti fantastici di Luciano di Samosata. Un racconto in definitiva che affascina il lettore per il suo piglio essenziale, niente affatto superficiale, rivelando la profonda personalità dell’autore,  medico oculista nella vita reale con importanti lavori internazionali di ricerca nel campo dell’oftalmologia infantile in particolare, formatosi alla scuola senese del Prof. Renato Frezzotti.

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