Un libro sugli agrumi … ”profumato”!

Senz’altro lodevole l’iniziativa editoriale di Daniele Olschki, esperto e appassionato coltivatore di agrumi, di dare alle stampe per la casa omonima, in un’accurata veste grafica, il volume di Paola Fanacci e Alberto Tintori – Il viaggio degli agrumi in Italia. Percorsi e curiosità di cultivar regionali. Con una parte sulla cura degli agrumi in vaso – Firenze – 2025 – (344 p., ill., Rilegato).

     Gli autori descrivono in maniera dettagliata il percorso spazio temporale degli agrumi una volta introdotti dall’estremo oriente nella penisola italiana e come tale specie botanica sia potuta attecchire con diverse e variegate cultivar (arance, limoni, cedri) ancora oggi esistenti nella maggior parte delle regioni italiane, dalle Alpi alla Sicilia. Ci si trova di fronte a una biodiversità citrina di straordinario valore botanico nel passare in rassegna quel che può ben definirsi l’agrumicoltura italiana, in base alle caratteristiche pedologiche e climatiche del territorio, attraverso una paziente e approfondita ricerca di fonti archivistiche, statuti, documenti, importanti rappresentazioni di opere d’arte, testi scientifici, agronomici, letterari e di resoconti di viaggi. La corposa bibliografia alla fine del volume ne è la riprova. Il merito degli autori è nell’aver saputo con un’efficace narrazione ricostruire i molteplici contesti storici, economici, sociali e ambientali legati a questi pomi d’oro, secondo la mitologia classica presenti nel giardino delle Esperidi, ricchi di profumate essenze.

     La denominazione botanica delle varie specie, la descrizione delle loro differenti peculiarità organolettiche e proprietà terapeutiche insieme alle meravigliose tavole iconografiche che le rappresentano, scorrono in buona armonia con le pagine del libro dense d’informazioni interessanti e curiose. Specie botaniche autoctone particolari che hanno tutte una loro storia come l’arancia staccia il cui nome deriva dalla forma identica a una pietra usata in un gioco simile alle bocce, e può arrivare a pesare 800-900 grammi, presente solo in poche zone della Basilicata (Montalbano Ionico e Tursi), da cui si ricava uno sciroppo medicamentoso detto giuleppo forseportato dagli arabi Berberi.

     L’arancia bizzarria, invece, originata da una mutazione gemmaria spontanea tra un arancio amaro e un limone cedrato presenta nello stesso frutto i caratteri di tre specie diverse: limone, cedro e arancio amaro, ha una sua storia unica. Questo strano agrume venne notato per la prima volta nel 1644 nel giardino dei signori Panciatichi nella campagna fiorentina, poi studiato da illustri naturalisti.

    Un discorso a parte merita la diffusione e cura di queste piante in piena terra e in vaso, agrumeti e limonaie che assumono il ruolo di elaborati apparati scenografici nei famosi giardini di palazzi e residenze principesche, nel corso dei secoli e in particolare nei giardini rinascimentali, cosiddetti all’italiana.     L’ultima parte del volume fornisce utili informazioni e suggerimenti sulla coltivazione e cura delle piante di agrumi nelle varie fasi di piantumazione e un invito a visitare lo stupendo giardino denominato Hesperidiarum a Pescia (PT), primo Parco Botanico a livello internazionale che raccoglie oltre 200 varietà di agrumi provenienti da tutto il mondo e antiche Cultivar delle collezioni medicee del Cinquecento.   In definitiva la reale possibilità di una full immersion nel mondo degli agrumi!

Michele Vista
Michele Vista
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