Turismi contemporanei o schizofrenie social-selfie?

Indipendentemente dall’alternarsi delle stagioni e di un illusorio ritorno all’età dell’oro, ormai il turismo continua senza pause per 365 giorni l’anno: si svuotano le città, sinonimo sociale della collettività, per affollare in veste cafonesca le spiagge o la montagna. In più nel nostro Paese, ricco di città d’arte, accade che i tanti visitatori le affollino in abito lanzichenecco, quasi una nemesi storica.

Le cronache quotidiane lo documentano in maniera inequivocabile, ghiotti bocconi giornalistici ma difficili da metabolizzare e condizionati dalle astruserie informatiche di cui si serve a buon diritto il sistema pubblicitario a tutto discapito del buon senso dei nostri nonni, ben allenato dalle difficoltà quotidiane da superare per sopravvivere e che trasalirebbero nel guardare spot pubblicitari di un tatuato biker che compie demenziali acrobazie su costoni rocciosi sorseggiando acque proteiche o peggio ancora di arzilli personaggi che grazie a indumenti intimi in microfibra sono disposti a scalare l’Everest! Non ci si può meravigliare se oggi coloro che una volta si definivano tipi da spiaggia, percorrono i sentieri di media e alta montagna in tutta nature col solo scopo di immortalarsi con un selfie da condividere, un obbligo social cui non è permesso sottrarsi, senza rendersi conto di cadere nella rete come pesciolini, in un mare mediatico assai pescoso, alla faccia della tanto osannata privacy!

Se per turismo intendiamo un tale bulimico egoismo di visibilità personale, non c’è da stupirsi dell’assoluta mancanza di rispetto per l’altro né tanto meno dell’ambiente in cui ci si trova.

Il senso civico può essere sviluppato e favorito solo attraverso varie fasi educative che hanno origine nella prima cellula sociale che è la famiglia, poi la scuola e quindi la società, tutt’altra cosa dal mondo dei social in cui è sprofondata la massa neuronale di umanoidi più che umani le cui giunzioni sinaptiche si tenta di automatizzare e gestire attraverso una subdola e raffinata tecnocrazia. Se poi anche la cosa pubblica, come già accade, è fatta con social spot non molto dissimili da quelli pubblicitari l’involuzione umana crescerà in maniera esponenziale mentre la natura continuerà nella sua evoluzione, senza distinzione alcuna tra le cellule che hanno dato vita al moscerino della frutta da quelle che hanno generato: l’homo sapiens o un homunculus?   

Michele Vista
Michele Vista
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