Sinergia e sinergetica nella lettura, nella visione e nell’ascolto

Oggi nel linguaggio usiamo spesso termini mutuandoli il più delle volte da quello scientifico, ma ne abusiamo in modo improprio allontanandoci dal loro effettivo significato. Nelle scienze esatte, da non considerare come verità assolute, i concetti devono essere coerenti con l’edificio logico che ne forma la struttura logica, verificabili e riproducibili sperimentalmente. L’essere umano è formato da ammassi molecolari di proteine, segmenti di DNA in grado di innescare reazioni neuronali o scambi d’informazioni attraverso molteplici e varie configurazioni strutturali.

Gli stessi nostri processi cognitivi diventano a loro volta un sistema complesso di fasi alterne interagenti con il mondo in cui siamo immersi. È necessario capire le tante variabili in gioco e il loro essere funzionali e organiche a determinate azioni nelle quali entra in gioco un bilanciamento attraverso fluttuazioni e dissipazioni energetiche.

In parole semplici il tutto è più che la somma delle parti (esempio eclatante la struttura del DNA) se identifichiamo una struttura possiamo anche scomporla nei suoi componenti ma non basta poi ricomporli, è invece di estrema importanza capire come si sia potuta formare quella struttura. Significativo l’esempio del bambino che gioca con una macchinina, dapprima affascinato dai suoi vari movimenti, poi per innata curiosità volendo capire perché tutto questo avvenga, smontandola con innata abilità in tanti pezzi, non riesca poi a rimontarne i vari pezzi e ricostruirne l’originaria funzionalità.

La sinergetica o scienza degli effetti combinati (termine coniato dal fisico Hermann Haken) potrebbe aiutarci a rappresentare e comprendere meglio i processi fondamentali che avvengono in natura e le leggi unitarie che li governano. Un’azione interdisciplinare, appunto sinergica in vari campi, nello studio di tali strutture appartenenti al mondo materiale ma anche ideale: processi scientifici, economici, sociali e i relativi sviluppi culturali.

Ed ecco che azioni che ci appartengono nel nostro quotidiano quali la lettura, la visione e l’ascolto incanalate in un processo culturale così strutturato possano avere un effetto formativo e costruttivo nella conoscenza. Diversamente nella definizione dell’animale uomo prevale la sua animalità, non parla né ascolta ma emette suoni: siano essi latrati. ruggiti o pappagallate. È necessario seguire la massima filosofica che definiva l’uomo saggio come colui che non parla prima di pensare ma pensa prima di parlare!

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 99