Prendo una cartina della Basilicata e disegno un percorso ideale per un cicloturista mio amico austriaco che vuole visitare la mia terra.
Parto da Potenza e lo porto a Vaglio, con visita, poi per i boschi via verso Albano di Lucania e, di lì, a Castelmezzano e Pietrapertosa. Il mio amico è sorpreso, entusiasta, curioso.
Quindi si va ad Accettura, incantevole, il paese e la natura che la circonda. Poi Aliano. E poi, lentamente verso il Pollino, dove è obbligatoria una sosta più lunga. L’amico è contento, del panorama, del percorso in bici, del mangiare.
Dal Pollino, senza trascurare niente si va in costa tirrenica. Dopo Lauria e Rivello, Maratea, per poi risalire in Cilento e all’amico che mi obietta come si sia finiti in Campania, gli parlo della Grande Lucania. Da Agropoli mi immergo nel Parco del Cilento e ritorno sulla costa. L’amico, si chiama Fred, è entusiasta. Dal mare alla montagna nel giro di pochi chilometri, una magia.
Per vie interne si ritorna in Basilicata, meta la val d’Agri, con le sue prelibatezze culinarie e escursionistiche.
E poi, dopo un salto a Sasso, via verso il materano, Craco, Pisticci e la costa ionica. Un altro mare nel raggio di pochi chilometri. Fred chiama gli amici, si entusiasma, ritornerà in compagnia.
Il finale è fantasmagorico, con Bernalda, Montescaglioso e l’agognata Matera. Altra lunga sosta di qualche giorno, per ritemprarsi e sentire l’aria, l’atmosfera della Basilicata.
Il ritorno a Potenza è via Irsina, Tolve e ancora Vaglio e infine Potenza.
Il viaggio in bici è andato molto bene, è stato fantastico. Peccato per i tratti di strada dissestata, per gli automobilisti e i camionisti poco rispettosi delle bici, per la mancanza di strutture ricettive adeguate e di posti di ristoro e di manutenzione, per i tratti letteralmente abbandonati, per l’incuria diffusa anche per i patrimoni più inestimabili. Ma è stato lo stesso molto bello e affascinante.
Fred mi ringrazia e mi chiede: “ma perché non fate una ciclabile che colleghi tutto quello che di bello avete? Con punti di ristoro, alberghi per ciclisti e non, semmai anche trenini locali predisposti per trasferimenti difficoltosi? Verrebbero da tutta l’Europa, che dico, da tutto il mondo. Noi cicloturisti siamo una comunità mondiale e la Basilicata diverrebbe una meta ambita e ideale”.
Faccio spallucce. Non gli racconto che da noi è più facile che il petrolio profumi anziché vedere politici saggi e lungimiranti, che , solo, assecondino le iniziative turistiche, senza arrivare neanche a incentivarle, ma che valorizzino e proteggano la nostra terra. Mi limito a dire che, chissà, un giorno forse sarà proprio così. Mi tengo i complimenti ma avverto di non meritarli.
Come lucano, sì, ma soprattutto come cittadino.

La ciclabile della Basilicata che sarà, la più lunga d’Europa
Un commento
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Il vecchio adagio: “a buon intenditore poche parole” ben si adatta alla metafora di una pista ciclabile ideale che attraversi tutta la Basilicata con le notevoli potenzialità turistiche che potrebbe offrire. Le considerazioni finali dell’autore sono ancora più calzanti e condivisibili sottolineando la realtà lucana a cui tutti assistiamo quotidianamente, dove è più facile che il petrolio profumi, mentre siamo ammorbati dal linguaggio che politici e giornalisti televisivi nostrani in questi giorni ci costringono ad ascoltare e per di più attraverso un servizio che si definisce pubblico. Siamo passati da una “puzza maleodorante” (sic) ad una legge sulle “emissioni odorigene” per arrivare ai “miasmi” che investono l’area industriale di Tito, notoriamente una discarica a cielo aperto e non, con buona pace della dea lucana Mefitis!
Michele Vista