Incart… a Pignola tra sproporzioni e stravaganze estetiche

Il binomio arte e cultura può essere declinato in modi diversi a seconda della realtà contestuale cui ci si riferisce. L’epoca contemporanea, in particolare nel periodo estivo, è fin troppo inflazionata da eventi che hanno la non facile pretesa di contribuire alla crescita culturale di una collettività, nella spasmodica ricerca di una originalità creativa e identitaria che il più delle volte rimane fine a se stessa, in un canovaccio ripetitivo e itinerante.     A dire il vero nei tanti borghi che rappresentano il territorio regionale della Basilicata, che per le loro atipicità geomorfologiche possono offrire spunti di estremo interesse, ci si perde dietro estemporanee rassegne di cui molto spesso non se ne vede il ritorno in ambito culturale e di crescita sociale.

    È facile parlare di inclusività, di maggiore attenzione per i diversamente abili, ma nella realtà concreta riguardo a servizi e strutture i risultati sono scarsi e deludenti. Pregevoli strutture come Palazzo Gaeta a Pignola, ottima location per mostre e performance varie hanno ancora barriere architettoniche da modificare, mentre il patrimonio naturalistico e paesaggistico del borgo, distante dal capoluogo solo pochi chilometri, per fortuna ancora non violentato, da sempre è stato lasciato in sordina così come le sue originali potenzialità turistiche e ambientali.

     Ci spieghino i tanti mallevadori di siffatte rassegne, per altro legittime perché è sempre meglio fare che non fare, come coniugare almeno nella fattispecie il tanto decantato binomio arte-cultura! Saremo di sicuro tutti più felici di sentirci artefici in prima persona nel migliorare le nostre radici legate alle tradizioni del borgo come la frase scritta sullo stemma comunale: pinea sum dicta et dicor a nomine fortis!

Michele Vista
Michele Vista
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