Il piacere della lettura di questo volume, curato dal critico d’arte di origini lucane Vittorio Santoianni, trova la sua ragion d’essere prima nella dettagliata e originale analisi storica degli ideatori di Macchine combinatorie a partire dal XIII secolo fino ai giorni nostri, e poi dalla perfetta grafica, nella sua vivacità cromatica, della ricostruzione iconografica dei vari prototipi di apparati combinatori definiti artificiose rote con le minuziose descrizioni delle dieci Macchine Combinatorie dell’artista toscano Berlinghiero Buonarroti. Di particolare interesse la sua Iconografia combinatoria, in cui si passa dalla descrizione del cerchio combinatorio medievale zairja risalente al XII sec. utilizzato per divinazioni astronomiche da astronomi persiani e arabi, quasi una macchina pensante, una ruota girevole chiamata volvella utilizzata anche da Raimondo Lullo (1232-1316), a quella che Giordano Bruno (1582) chiamerà ruota della memoria. Il gesuita Athanasius Kircher la inserisce nella sua Ars Magna sciendi sive combinatoria (1669). Il vescovo e matematico spagnolo Juan Caramuel de Lobkowitz (1663) descrive un dispositivo a forma di cilindro in grado di comporre 10.000 frasi di senso compiuto con un movimento combinatorio circolare. Per giungere poi a Primo Levi, che nel racconto Il versificatore (1966) descrive un avveniristico marchingegno capace di comporre poesie dopo che siano stati impostati il tema, il periodo storico, il metro e l’argomento.
Seguono poi le affascinanti descrizioni con le immagini dettagliate delle macchine combinatorie ideate e realizzate con grande maestria e progettualità di primordine dall’artista in un arco temporale che va dal 1998 ad oggi.
Un approccio ideale, di elevato spessore culturale, attraverso il linguaggio estetico dell’arte, che diventa un paradigma di notevole efficacia e significato soprattutto in un’epoca dominata dalle strombazzate astruserie fantasiose dell’intelligenza artificiale. Dietro l’imprevisto azzardo del caso si snocciola gran parte della storia dell’umanità, la natura stessa è il risultato di tante possibili combinazioni, alcune necessarie e contingenti, altre di estrema variabilità. La stessa conoscenza scientifica, ancora oggi tenta di quantificare il caso, nonostante le problematiche legate al principio d’indecidibilità e il dover ricorrere a leggi statistiche per ottenere risultati plausibili. Esistono le idee, così come le combinazioni di idee, alla stregua di meccanismi ed ingranaggi opportunamente assemblati che consentono automatismi attraverso la semplice azione manuale, tutt’altra cosa dalla magnetizzazione o no di nuclei di ferrite:…la funzione principale delle Macchine combinatorie è soprattutto quella di stimolare l’immaginazione e di conseguenza l’invenzione creativa, in virtù degli accostamenti casuali dei lemmi che non seguono l’abituale creatività dell’uomo il più delle volte legata all’associazione delle idee, spesso condizionata dalla consueta e scontata similitudine o affinità.


