Il fisiologo Claude Bernard affermava: la funzione crea l’organo e l’organo si adatta alla funzione. La massa neuronale di cui è dotato il nostro cervello regola in maniera sinergica tutte le attività della macchina umana a seconda delle necessità contingenti e non solo fisiologiche. L’uomo in quanto individuo sociale si trova a dover gestire un complesso equilibrio comportamentale ed esperienziale in una continua e mutevole evoluzione, cui adattarsi per sopravvivere.
Nell’epoca attuale, in virtù dei vantaggi apparenti e svantaggi celati che il benessere o malessere, di cui siamo noi stessi artefici ci propina, dovremmo essere tutti più attenti nell’uso di sofisticati strumenti informatici, certamente d’indubbio valore, in maniera attiva e non subirli con passività come purtroppo accade e in mancanza di una dovuta conoscenza rimanerne assuefatti.
È di per sé già discutibile dal lato linguistico affiancare il sostantivo intelligenza all’aggettivo artificiale: intelligenza deriva dal latino intelligo che significa discernere (capacità decisionale) mentre artificiale deriva da artificium (ottenuto con arte). Le capacità e la velocità di risposte che un elaboratore elettronico potrà dare sono direttamente proporzionali alla quantità di dati (database) di cui dispone, tale capacità invece essendo artificiale dipende a sua volta da chi ha introdotto, appunto con arte, i dati. E poiché viviamo in una società gestita a più non posso dall’informazione, questa diventa una nuova forma di potere che sta inficiando negativamente il mondo contemporaneo sia a livello economico che politico in senso lato, un totale capovolgimento della πολιτεία di tutt’altro valore!
Le capacità della nostra memoria possono benissimo integrarsi con l’aiuto di una superintelligenza, quale può essere fornita da una elaborata strumentazione informatica (computer quantistici ad esempio) ed essere di grande aiuto e utilità in molti campi disciplinari. Qualora invece ci si smarrisca dietro applicazioni a dir poco demenziali, come succede nella realtà immediata (come se non bastassero i videogiochi e le disparate astruserie di una volta, disponiamo persino di giocattoli per la prima infanzia un tempo definiti istruttivi oggi addirittura intelligenti) siamo solo in preda all’imbecillità assicurata!


