Evoluzione e biologia molecolare…le belle addormentate!

L’accostamento alle celebri fiabe di Perrault e dei fratelli Grimm che il biologo, autore del libro, ha scelto come titolo ben sintetizza ciò che avviene nella moderna scienza e in particolare nella biologia molecolare. Un mondo infinito, quello naturale, che l’uomo tenta di scoprire a piccoli passi con un percorso che va dal particolare all’universale nella ricerca d’una prospettiva sempre più ampia. La Natura pur nella sua evoluzione millenaria si presenta come un insieme complesso e organizzato, ogni sua componente sembra proceda in modo casuale.

L’evoluzione biologica, in particolare per quanto accade a livello molecolare, ci fa conoscere forme di vita dormienti che si sviluppano poi in maniera macroscopica, primitivi organismi pluricellulari nelle loro molteplici funzioni crescono e si riproducono, segmenti molecolari e strutturali in continue mutazioni, nel loro divenire per la sopravvivenza. Sofisticati processi che madre natura ha da sempre messo in moto e l’homo sapiens con la sua razionalità e ben differenziate varianti culturali tenta di spiegare per poi imitare. Gli esempi sono innumerevoli sia nel mondo vegetale sia animale: si va dalla fotosintesi, cioè la capacità di estrarre energia dalla luce solare, con la scoperta dei cianobatteri esistenti già due miliardi di anni fa, enzimi batterici evolutisi per un compito ben preciso ma in grado di svolgerne molti altri: ricavare energia dalle tossine o intaccare e degradare strutture di sintesi non esistenti in natura come taluni antibiotici. Le mutazioni che avvengono a livello molecolare sono invisibili, appunto dormienti, come nel caso delle molecole proteiche che si sono evolute nel distruggere una tossina e ne possono distruggere altre. Analoga importanza hanno i geni racchiusi nel nostro genoma, che codificando tutti quei segmenti di DNA o catene di amminoacidi formano un qualsiasi organismo vivente.

Superare certi schemi mentali, allocandoli come nuove combinazioni d’idee che chiamiamo innovazioni culturali, altro non è se non una forma speculare di belle addormentate, in cui risiede potenzialmente ciò che definiamo creatività umana nel campo delle arti, della matematica, delle scienze e della tecnologia.

Emblematica in tal senso è una delle leggi fondamentali della natura come il principio di conservazione dell’energia formulato prioritariamente dal medico tedesco Julius Robert Mayer ma compreso e riconosciuto solo in un secondo tempo. Lo stesso si può dire del matematico del XIX secolo Hermann Grossmann, uno dei maggiori teorici dell’algebra lineare, oggi alla base di numerose e indispensabili applicazioni, ma ignorato per numerosi decenni. E infine giungere nell’ambito della tecnologia a una delle più rivoluzionarie innovazioni nella storia dell’uomo: la ruota, comparsa per la prima volta nel 3500 a. C.

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 99