Cibosofare … o … mangiare trascendentale?

Parole significanti o significati parolai, è ciò cui assistiamo quotidianamente nella copiosa letteratura che riguarda un aspetto essenziale per la sopravvivenza umana come l’alimentazione. Un argomento di cui se ne dovrebbe discutere con scrupolo e rigore scientifico, per la sua complessità nelle continue trasformazioni sociali ed economiche in gioco, il più delle volte incanalate in labirinti pseudo culturali che per venirne fuori richiedono, manco a dirlo, uno sforzo trascendentale. Siamo ben lontani però dalle Meditazioni di Gastronomia trascendentale di Anthelme Brillat-Savarin un caposaldo nel voler attribuire alla cucina un contestuale valore filosofico attraverso i tanti aspetti gastronomici del cibo: sensi, gusto, appetito, digestione, riposo, sonno o in generale i piaceri della tavola o del buon mangiare. Rabelais già alcuni secoli prima con Gargantua e Pantagruele dà una fantasiosa celebrazione dei meriti della Pancia nello sviluppo della civiltà umana.

Nella società consumistica nella quale viviamo oggi, il mondo della ristorazione offre lo spunto a numerosi chef che indossando l’abito di paladini del cibosofare credono di operare con creatività e originalità, impantanandosi invece nelle paludi delle tipicità identitarie, da cui non riescono a uscirne. Sono artefici di piatti o manicaretti di notevole impatto visivo ma non altrettanto riguardo all’estetica gastronomica in senso lato che, dovendo ubbidire alla complessa fisiologia del gusto richiede un equilibrato dosaggio di sapori per farne un unicum e a volte, può darsi, addirittura trascendentale!

Prevale una massificazione del cibo, conseguenza inevitabile dei ritmi frenetici del quotidiano, un’immanente necessità dalla quale non ci si può sottrarre. Il vecchio adagio: a tavola non s’invecchia è ormai fuori dal tempo, mentre gli antichi dedicavano molto più tempo alla tavola o spazio conviviale, oggi accade di mangiare in uno spazio temporale contingentato, quasi regolato da un metronomo! Forse solo un novello Ateneo di Naucrati ci potrebbe parlare dei Cibosofi a banchetto e farci comprendere il mangiare trascendentale?

Michele Vista
Michele Vista
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