di asterisco
È consuetudine ormai stereotipata che alle porte della stagione autunnale si attenda con impaziente sussiego e amplificato interesse mediatico, l’arrivo del nuovo ceppo influenzale per i prossimi mesi. In una società in cui tutto diventa virale, non suscita meraviglia alcuna che i virus propriamente detti non siano parte integrante nel loro contesto specifico, più che metaforico, secondo una routine ormai consolidata.
Nessuno vuol mettere in discussione l’importanza sociale della salute pubblica. Questa si avvale delle ricerche avanzate della medicina e della farmacologia da sempre, nel dover combattere e debellare i tanti microrganismi (microbi, bacilli, germi, streptococchi, ecc.) che popolano il pianeta Terra, ne sono parte integrante e richiedono una capillare conoscenza interdisciplinare.
Le esperienze passate ci ricordano che pandemie, epidemie ci sono sempre state, importante però è riuscire a tenerle sotto controllo, in particolare in una società globalizzata come quella in cui viviamo, dove assume particolare importanza la gestione che si è in grado di mettere in atto, lontano da illeciti profitti in agguato.
Alla luce del bombardamento pubblicitario che impazza nell’informazione mediatica e della carta stampata con slogan tipo prendi tre e paghi uno, ci fa sorridere la disinvoltura lessicale ricorrente in campo medico a proposito dell’incombente sindrome influenzale del termine triplidemia!


