Arisa e il tempo nella sua dimensione psicologica

Bisogna riconoscere il valore di un’intervista che, condotta con grande professionalità, è riuscita a ritrarre a tutto tondo un personaggio oramai famoso nella tradizione musicale italiana come Arisa. Alla sua originale, polivalente e mutevole capacità nei toni con cui dimensiona le musicalità dei testi delle canzoni, agli inizi composte da autori, indiscusse icone del bel canto, e poi che lei stessa scrive, si affianca una profonda e spiccata sensibilità intellettuale che non sempre emerge nel mondo dello spettacolo canoro, quasi sempre massificato e rivestito di patine nazionalpopolari o effimere connotazioni esibizionistiche di tendenza.

L’intervista fatta per il quotidiano La Stampa è una piacevole chiacchierata nella quale la nostra cantante affronta con spigliatezza e notevole senso critico, vari aspetti della sua carriera artistica, del suo modo di intendere la natura umana nelle sue differenziazioni non solo fisiche, ma nel suo rapportarsi con l’altro in ambiti differenti: familiari, amicali, di lavoro. Enorme importanza assume la dimensione temporale di cui è sempre necessario tenerne il giusto conto. Nello specifico è la sua componente psicologica che ne diventa il fattore determinante dando corpo e consistenza reale alla nostra memoria, condizione necessaria e sufficiente perché diventi conoscenza dello spazio temporale in cui ci muoviamo.

Chapeau! Per le sensate, indiscutibili e scientifiche considerazioni che Arisa è riuscita a trasmetterci! Suggeriamo il link per chi volesse ascoltare l’intervista integrale su La Stampa 23/02/2026- Poker di fiori di Stefano Scarpa https://www.lastampa.it/spettacoli/speciali/festival-di-sanremo/2026/02/23/video/arisa_sanremo_rischio_morte-15519482/

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 187