Potenza Calcio… diamo un po’ di “numeri” dopo Latina

La serie C è un campionato “particolare” nel quale ci sono numerose partite esteticamente “brutte”, poco piacevoli da vedere, soprattutto per chi ama il “bel gioco”; in tali match la cosa più importante, per una squadra di terza serie, è quella di essere “viva”, di sudare la maglia e possibilmente provare a vincere. È quello che, essenzialmente, è successo al Potenza sabato pomeriggio a Latina: vittoria (importante) per 1-0 al 94’ su rigore dopo una partita non propriamente entusiasmante.

Con i tre punti conquistati nel Lazio, dopo 28 giornate di campionato il Potenza sale al nono posto in classifica (rientrando in zona play-off) a 37 punti, frutto di: 9 vittorie, 10 pareggi, 9 sconfitte con 37 gol realizzati e 40 subiti. L’exploit di Latina è il secondo in trasferta che mancava dalla prima giornata del torneo (vittoria per 3-2 a Giugliano).

I numeri della stagione, finora, sono chiari, il Potenza è “double face” come rendimento tra le partite disputate al “Viviani” e quelle in trasferta. I rossoblù in casa occuperebbero la sesta posizione in classifica (in piena zona play-off) con 27 punti conquistati (7 vittorie, 6 pareggi, 0 sconfitte, 22 gol fatti e 8 subiti); in trasferta, invece, il rendimento cala drasticamente, infatti, i lucani sarebbero diciottesimi (zona play-out) con appena 10 punti in cascina (2 vittorie, 4 pareggi, 9 sconfitte, 15 reti realizzate e 32 insaccate).

Ad oggi il punto è questo: è possibile che dopo una sofferta vittoria in trasferta (cosa rara in questo campionato per i rossoblù) bisogna fare i processi alla squadra, all’allenatore ed alla società? Dopo il successo di Latina, girovagando sui social, si sono lette critiche stupide, eccessivamente pesanti e sproporzionate. Per carità, il tifoso ha diritto di applaudire, elogiare ed anche criticare e contestare la squadra in base al momento, ma il tutto va fatto con equilibrio e maturità. A Potenza sembra, invece, di andare sempre contro corrente. I “palati fini” del capoluogo di regione, evidentemente, sono abituati alle notti di “Champions League” dalle parti di Viale Marconi.

Da diverso tempo sia i tifosi e sia i cronisti continuano a chiedere alla squadra di essere concreta e pratica. A Latina è accaduto proprio questo. Dopo un primo tempo timoroso e privo di occasioni da gol di marca lucana (con il Latina padrone del campo e pericoloso in diverse azioni), il Potenza nella ripresa, è rientrato dagli spogliatoi più propositivo creando qualche grattacapo alla difesa pontina.

Pertanto, non si può sicuramente “rimanere male” perché il Potenza ha vinto in pieno recupero (al 94’) su calcio di rigore (oltretutto nettissimo). Quindi, al tirar delle somme è andata di lusso: tre punti di platino per la classifica e per il morale. Non dobbiamo essere ipocriti: quante volte si spera di vincere così? E quante volte gli “amanti del bel gioco” restano a “bocca asciutta”, dopo aver dominato le partite giocando il calcio “champagne”?

Nel calcio, nello sport in generale, alla fine è il risultato che conta! Il successo di Latina è doppiamente importante: in primo luogo perché i rossoblù per due partite di fila non hanno subito gol (cosa rara), conquistando sei punti, pur non giocando come il Brasile di Pelè al Mondiale del 1970; il secondo motivo (una buona iniezione di autostima) è aver vinto al “Francioni” proprio contro l’avversario che contenderà a Potenza la Coppa Italia di categoria: andata al “Viviani” il 18 marzo ed il ritorno a Latina il primo aprile. Ah è vero il Potenza è in finale di Coppa Italia (per la prima volta nella sua storia), evidentemente gli esteti del calcio del capoluogo se lo sono dimenticati (essendo abituati a traguardi sportivi ben più importanti). Nella finale di ritorno, in quanti metterebbero la firma per fare una prestazione mediocre, vincere 1-0 su calcio di rigore al 94’ e portarsi a casa la Coppa? Agli esteti del capoluogo l’ardua sentenza.

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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