Vieni via con me… ma non si sa dove!

Le parole del celebre brano musicale di Paolo Conte sono state inflazionate nel dare il titolo a varie trasmissioni televisive. In particolare nel servizio pubblico non solo nazionale ma soprattutto regionale in cui si è voluto così giustificare un tipico abuso giornalistico “riempitivo”, un insieme di tanti tasselli che non riescono o non vogliono formare un’informazione di una qualche utilità.

Si parla di piccoli borghi, ognuno con le sue pretese identitarie e offerte turistiche che seguono un canovaccio ben preciso, e a volerne fare una disamina ci porta ad alcune considerazioni elementari. Ogni territorio ha le sue naturali diversità legate a numerosi fattori, si va dalle testimonianze storiche, sociali, religiose e, cosa non trascurabile ma di primaria importanza, la sua orografia.

Il tessuto sociale di riferimento purtroppo rimane il più delle volte modellato su quello di una qualsiasi città con i suoi ritmi di vita consumistici legati in maniera proporzionale alla distanza da centri di maggiore estensione.

L’enfatizzazione della “paeselogia” oggi tanto di moda costituisce un chiaro esempio di quanto sia astratta la sua realizzazione nel contesto sociale esistente. Certo ogni pietra ha la sua storia, in particolare in un territorio come il Bel Paese dove abbondano erme, cariatidi, telamoni, portali e quant’altro, non sempre però associato a precise fonti documentali disponibili, la cui ricerca potrebbe esserne la linfa vitale da incrementare, dando nuove opportunità di crescita locale soprattutto ai giovani.

Allo stesso modo sarebbe da prendere in esame un altro archivio, di non minore importanza, rappresentato dal patrimonio naturalistico e ambientale in cui si ha la fortuna di abitare, e di cui purtroppo non ci si rende conto o si è incapaci di comprendere a pieno. Una sana offerta turistica è intimamente legata alla conoscenza del territorio, che purtroppo manca proprio fra chi vi risiede, e che continua a illudersi delle possibili ma effimere prospettive di uno sviluppo solo in chiave consumistica!  Oggi si parla tanto di turismo “green “ ma si preferisce usare l’auto, la sentieristica è solo sulla carta, e ci si dimentica del nostro passato in cui s’andava “ col bastone di San Francesco” !  

E parliamo ora nello specifico della trasmissione a cura della redazione regionale lucana, andata in onda ieri dedicata a Pignola. Il grande assente è stato il fattore legato a quel che oggi si è soliti definire “location” naturalistica. La natura e configurazione orografica del territorio comunale compreso per buona parte nel Parco dell’Appennino Lucano e la vicinanza al capoluogo di regione potrebbero fornire una valida e ulteriore opportunità turistica per valorizzare le sue bellezze paesaggistiche permettendo, con escursioni in un ambiente non particolarmente antropizzato, di riscoprire una campagna che, pur essendo quasi abbandonata, rivela ancora il suo fascino primordiale, costellata da un dedalo di mulattiere e stradelle, i cosiddetti carrarielli  secondo la dizione popolare, che permettevano in un’epoca ormai passata ai tanti legnaioli, carbonai e pastori di muoversi nel loro pur faticoso ma necessario lavoro quotidiano in questi luoghi. Ritrovare oggi questi sentieri e ripercorrere le tante stradelle potrebbe fornire una vantaggiosa possibilità di crescita per tutti. Ne facciamo solo un esempio: partendo dalla piazza centrale del borgo sarebbe possibile percorrere con un anello panoramico unico che attraversa il borgo mantenendosi quasi sempre su un crinale che sale progressivamente dai mille metri di altitudine fino ai1460 mt. del Monte Serranetta  con un panorama che spazia a 360 gradi, unico nel suo genere, per ritornare al punto di partenza sempre seguendo tali stradelle, ma nella realtà in mancanza di una sentieristica appropriata, altro che “montagna pignolese”, succede tutt’altro o si ha l’impressione di una totale ignoranza in proposito.  Un’informazione corretta e che tenga conto di tali fattori è la sola in grado d’indicare una valida direzione da seguire e allora ben venga il ritornello  dell’avvocato cantante!

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 186