Da un’accurata analisi lessicale dell’immenso pianeta del mondo dell’informazione, si ha purtroppo l’impressione che si voglia mettere sullo stesso piatto della bilancia parole come guerra e pace. Un bizzarro zibaldone storico, ben diverso dalle riflessioni che il celebre capolavoro della letteratura russa può suscitare nel lettore.
Oggi, così come ieri, le grandi potenze sentono il bisogno di mettere in mostra i loro arsenali militari super tecnologici, con parate definite con eufemismo celebrative, in verità burattinesche, a Oriente come a Occidente, tutte pervase da un’ipocrita volontà di pace. Marionette manovrate solo dalla natura bestiale dell’animale uomo, dimenticando il suo passato, e ricadendovi in senso vichiano.
È ora di finirla con la falsa retorica dell’uso deterrente che di un’arma, qualunque essa sia, si possa fare. La scena iniziale del famoso film di Stanley Kubrick 2001 Odissea nello spazio è significativa. L‘uso delle armi ha da sempre condizionato la storia dell’umanità, imponenti masse di uomini armati si sono affrontate, a seconda delle strategie messe in atto, in cruenti battaglie lasciando sul campo milioni e milioni di morti, unici discriminanti il fattore umano e la potenza delle armi a disposizione, dalle frecce alle bombe, dai cannoni ai missili. Oggi le guerre si definiscono super tecnologiche, ci si compiace di usare armi intelligenti, ennesima mistificazione sbandierata, armi sofisticate come i droni, al posto degli antesignani kamikaze dell’ultimo conflitto mondiale, o addirittura lupi robot che dovrebbero limitare il numero delle vittime militari, non certo quello delle vittime civili che invece aumentano in maniera esponenziale. Occorre poi aggiungere come arma di distruzione di massa la fame, un abominevole e sistematica opera di sterminio di un intero popolo!
Le super potenze mondiali incrementano i loro arsenali di morte, che se prima si definivano organismi per la difesa ora spudoratamente si dicono di guerra, laddove alcuni sentendosi eletti da Dio ambiscono al Nobel per la pace o all’immortalità!
Attraverso un’autentica assuefazione mediatica delle immagini dei conflitti esistenti nel mondo contemporaneo, pare stia tornando in auge il concetto della guerra intesa come igiene del mondo di vecchia memoria, in cui tutto è permesso, un tentativo malsano di mettere nel dimenticatoio le tragedie di ottanta anni fa: dalla caduta del nazifascismo all’uso dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki!


