Un libro da leggere. “Con grazia e coraggio” di Vittoria Iacovella

Storie di donne che tracciano strade nuove. Voci che si alzano da latitudini diverse. Con il coraggio e la grazia delle grandi anime guerriere. Donne di età diverse con la stessa idea di cambiamento. L’ultimo libro di Vittoria Iacovella, giornalista televisiva e autrice, è “Con grazia e coraggio”. «Judi inizia a lavorare sempre più sul rafforzamento del legame tra generazioni di donne: nonne, madri, adolescenti. “L’appoggio fra donne è una cosa fantastica, significa proteggerle”, spiega alla sua squadra. “Non bisogna, però, pensare a ciò in termini di lotta fra i due generi, lotta fra uomini e donne. Non è questo. Parliamo di solidarietà femminile, parliamo di potere delle relazioni. Dobbiamo aiutare le donne a rafforzarsi e individuare le loro leader naturali, che quasi sempre sono le nonne, le anziane. Agiamo su di loro: valorizziamole, supportiamole!”». Vittoria Iacovella: «Nel libro “Con grazia e coraggio”, le quattro protagoniste hanno raggiunto un elevato livello di emancipazione, quando vengono intervistate, insomma, nel momento in cui vengono intervistate. Quello che faccio io è raccontare l’evoluzione della loro vita, gli inciampi, i ripensamenti. Tutti i momenti in cui si sono accorte che era necessario un cambiamento, che era necessario trovare una nuova strada per la loro realizzazione di donne, di persone, al posto che volevano avere nel mondo; quindi hanno imparato a scegliersi fra donne e a sostenersi per mano, ma hanno imparato anche ad avere un diverso rapporto con gli uomini, a scegliere gli uomini pronti a dare man forte a questo cambiamento». «Poco a poco il metodo basato sulle nonne si consolida e i risultati dei progetti di Judi dimostrano di durare nel tempo e radicarsi bene. Spesso la troviamo tra cerchi di donne in abiti colorati. Hanno turbanti, volti neri, bracciali bianchi ai polsi. Si abbracciano, condividono i loro racconti. Judi lavora tra l’Africa e l’India e in contesti tanto diversi continua a ricevere conferme di quanto il suo metodo funzioni. È così che, nel 2005, assieme all’amica di sempre, Elisabeth, fonda l’organizzazione “Grandmother Project”. Iniziamo a sviluppare dei veri e propri programmi di formazione delle leader nonne. Le aiutano a unirsi per proteggere meglio i ragazzi, i loro nipoti, i figli della loro comunità». Vittoria Iacovella: «Dunque, Judi, Luciana, Paola e Lucia, le quattro protagoniste, sono donne di generazioni diverse, che hanno background completamente diversi, anche perché hanno settanta, sessanta, cinquanta e quarant’anni. Quindi sono diverse per nascita e anche per tipo di cammino che fanno. Hanno in comune la grazia e il coraggio, ecco perché il titolo è proprio “Con grazia e coraggio”. Quella che Hemingway chiamava la grazia nella tempesta. Quindi loro hanno in comune questa grazia che è una grazia interiore ma anche una grazia che deriva dal donarsi agli altri. Da ciò che ricevono donandosi agli altri. Quindi questa grazia che cos’è? È una causa, ma anche un effetto, dell’amore che mettono nel creare queste nuove strade. Che cosa fanno queste quattro donne? Sostanzialmente creano nuove soluzioni. Io le ho scelte perché hanno creato sistemi in grado di sopravvivere anche a loro, quindi, quando loro non ci saranno più, queste strade potranno essere percorse da altri che verranno dopo di loro». Judi, Luciana, Paola, Lucia. Quattro donne in angoli diversi del pianeta, diverse per nascita o per cammino, che hanno in comune ciò che risiede in ogni donna del mondo: la forza. Solo che, però, a differenza di Judi, Luciana, Paola, Lucia, molte di loro restano nell’ombra, nella paura, forse, del cambiamento che c’è da affrontare. Nella sudditanza al proprio partner o al genitore. Sappiamo anche che il fermento ormai è dilagante. In ogni parte della Terra le donne si riuniscono a migliaia e fanno sentire la propria voce. Dal Sudamerica al Medio Oriente, dall’Africa al Nord Europa, dal Messico al Giappone. Le donne stanno costruendo strade nuove, non temono quasi più niente. Ricordano come era l’umanità prima che si affermassero le civiltà patriarcali, quando le società erano gestite dalle anziane, dalle madri, dalle donne. Vittoria Iacovella: «Le quattro donne del libro esplorano, conoscono, diventano sempre più consapevoli e vengono a trovarsi anche in un’altra dimensione di vita. Quindi arrivano, in effetti, all’essenziale, magari ci arrivano anche tramite dei guai, tramite dei dolori, tramite la sofferenza, purtroppo. Io non ho inventato niente, ho raccontato le loro vite così come erano. Mi sono incuriosita a queste soluzioni così innovative e speciali che hanno trovato, ma, in realtà, poi siamo andate a ritroso e l’ho scoperto man mano che ci lavoravamo insieme e che le intervistavo, e questo poi ha costituito anche per me una crescita: scoprire che questa graduale consapevolezza, questo graduale avvicinarsi all’essenziale, per loro è diventato il modo per costruire e per consolidare l’identità di ciascuna di loro in quanto donna nuova. E questo è avvenuto anche per gli uomini che avevano accanto: ci sono stati uomini che si sono lasciate alle spalle − penso, per esempio, al divorzio di Judi − e uomini che invece si sono rinnovati crescendo assieme a loro − penso, per esempio, al marito di Lucia». Made in Carcere, Grandmother Project sono tra i progetti umani, e poi sociali, che le donne protagoniste di “Con grazia e coraggio” mettono su con tutta l’energia possibile e impossibile di cui sono capaci. E uscendo dalla narrazione per abbracciare le donne del mondo, possiamo ricordare Trenzando Fuerzas, un collettivo femminile che arriva dal Perù, fatto di artiste che riprendono l’arte tessile e pittorica delle loro antenate; Lastesis, le famosissime quattro cilene che hanno lanciato l’inno “El violador eres tú” in tutto il mondo. Le donne sono in cammino, non si fermeranno! Vittoria Iacovella conclude: «Quelle narrate in “Con grazia e coraggio” sono storie particolari che, però, grazie al fatto di essere autentiche, diventano storie universali. E lo diventano perché toccano corde che sono state toccate un po’ da tutti noi, da tutte noi nell’arco della vita. Dubbi e anche inciampi che spesso ci troviamo a dover fronteggiare, e in questo senso sono ispiranti. Anche le quattro donne raccontate continuano il loro percorso di evoluzione, non sono ferme, non sono dei santini, tant’è che si lasciano andare a raccontare tutte le proprie ombre, e proprio per questo sono più forti».

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