Un fatto di cronaca passato oggi quale significato assume?

L’ottica del ricordo nella concezione storiografica moderna, acquista validità storica qualora la si corrobora attraverso ricerche e testimonianze molteplici che, contestualizzate in maniera idonea, possono avere una loro attualità anche nel presente.

I canoni vichiani nell’indagine storica sottolineano la differenza tra fatti di cronaca e loro interpretazione. La storia dell’umanità a partire dalla prima Rivoluzione Industriale ne fornisce esempi numerosi, i vantaggi del predominio delle macchine se da una parte hanno contribuito a migliorare le condizioni di lavoro, nello stesso tempo hanno fatto emergere i possibili rischi che l’uso sconsiderato o poco attento di siffatti strumenti avrebbero potuto far nascere. Il caso, così come la tanto citata “fatalità”, è una delle componenti insite nella Natura che hanno un loro peso statistico, unico strumento scientifico che ci permette di valutarne le probabili cause ed effetti. Assistiamo oggi purtroppo a un quotidiano stillicidio di incidenti mortali sul lavoro che non possono essere derubricati col metro della “semplice fatalità”, esiste sempre l’errore umano, non quello materiale nella sua singolarità, bensì quello predominante a carattere sociale che inevitabilmente ricade nella politica del lavoro.

La problematica conseguente nella fattispecie, in una piccola regione come la Basilicata, evidenzia una simile realtà contestuale.  E come se non bastasse, un’inspiegabile crisi idrica, un atavico dissesto idrogeologico e i continui disservizi nei trasporti stradali e ferroviari, ne fanno un quadro eloquente.  Balletti da tarantolati e campanilismi volatili tra due piccole provincie servono solo a mascherare realtà amministrative e interessi economici di svariati enti per accaparrarsi finanziamenti dall’Unione Europea.

Quasi un cliché che si ripete di continuo, a partire dalle tanto decantate e combattute  lotte risorgimentali, per realizzare l’unificazione di un territorio diviso a metà tra un residuale medioevo borbonico, ma ricco di potenziali risorse, e privilegi sabaudi con interessi essenzialmente economici e militari sotto gli stendardi savoiardi e perché no garibaldini!

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 186