Stonature dei tromboni e trombette della divulgazione scientifica

Max Ferdinand Perutz, fisico di formazione era solito dire che studiando la biologia aveva ricevuto, nel 1962, il premio Nobel per la Chimica. Diversamente da quel che accade nei tempi attuali in cui molti dei cosiddetti esperti, vogliosi di apparire a tutti i costi, sono pronti quali cultori della scienza a indossare l’abito del giornalista e fare divulgazione scientifica a loro piacimento.

Il teatro mediatico li vede ospiti fissi e quel che è ancora più preoccupante il voler rendere la scienza come semplice occasione di scoop sensazionali quasi un gossip delle scoperte scientifiche. La recente pandemia ne è stata la cartina di tornasole. Molti di cotali esperti si sono avvicendati nel dire tutto e il suo contrario, smentendo a volte se stessi, arrampicandosi sugli specchi, giocando in modo perverso sulla stessa tragicità degli eventi pur di raggiungere una personale visibilità. La letteratura scientifica è zeppa di articoli e ricerche che in ambito strettamente scientifico potranno avere una loro spiegazione plausibile, ma non sempre il tempo ne assicura l’attendibilità.

Un esempio eclatante ci viene offerto da una biologa, divenuta personaggio televisivo che con le sue acrobazie intellettuali spopola sui giornali con interviste e nell’editoria con libri che vanno dal sesso che è tutto nella vita, alle diete intermittenti, alla pericolosità dell’alcool e del vino, ai vaccini da quelli tradizionali a quelli ad mRNA, passando dalla cronobiologia ai ritmi circadiani del nostro organismo, come la citazione della ricerca fatta da un gruppo di ricercatori israeliani sulla maggiore o minore efficacia del vaccino anticovid a seconda se fatto la mattina o il pomeriggio! E non sappiamo che cosa ci si aspetti ancora nel futuro se dovessimo fidarci di simili apprendisti stregoni di recente memoria!

Michele Vista
Michele Vista
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