Siamo proprio sicuri… di una siffatta visione?

Il libro del simpatico Peppone, conduttore di Linea Verde, edito da RAI libri, è chiaramente il frutto di quell’articolata valenza antropologica e culturale legata al nostro modo di mangiare, proiettata però in una dimensione idealizzata più che realistica, tipica di un certo modo di fare giornalismo televisivo, un po’ patinata e messa su attraverso un lavoro che obbedisce ai canoni della sceneggiatura che richiede il piccolo schermo.

Non è sufficiente l’imprimatur di un guru del mangiare sostenibile come prefazione, che ne loda il contenuto riallacciandosi alla celebre Physiologie du gout di Brillat-Savarin (1825) fondatore della scienza gastronomica. Il mangiare oltre a essere una necessità è anche un fatto sociale, che di rimando ha un suo risvolto economico e di mercato. Già nel 1732 il medico e chimico olandese Hermann Boerhaave nell’opera Elementa Chemiae definiva la gastronomia un’arte che è per coloro i quali stanno bene, ciò che la medicina è per i malati…è però vero che la chimica può esserle di un grande aiuto. Fatte le debite variazioni non sembra dissimile purtroppo da quel che accade oggi nel campo dell’alimentazione.

Quel mondo ideale dell’età dell’oro di un tempo passato, e in un territorio estremamente diversificato, come la nostra penisola, non può ridursi soltanto a una vetrina delle eccellenze alimentari sparse un po’ ovunque. Un racconto che potrà anche definirsi poetico e appassionato, ma non affronta o denuncia le difficoltà cui soggiace il settore agroalimentare nelle regioni italiane e le sostanziali contingenze che chi lavora la terra è costretto ad affrontare come imprenditore e come agricoltore, da Nord a Sud.

Verrebbe voglia di chiedere al pacioccone Peppone, per mantenersi nell’attualità, come mai nella sua trasmissione di due settimane fa, dedicata alla Basilicata parlando della Val d’Agri si è ben guardato dal nominare il mastodontico impianto di estrazione petrolifera COVA dell’Eni? Nelle sue reminiscenze liceali, dove è finita la celebre elegia di Tibullo: divitias alius fulvo sibi congerat auro…?  

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 186