Pseudo guida Michelin più che cicloturistica tra Parchi Lucani

Ennesima esibizione editoriale da parte della fitta schiera di designer grafico e project manager del turismo non di certo dell’escursionismo in bici. Ci riferiamo al volumetto  di Palmarosa Fuccella dal titolo eloquente: L’anello dei parchi lucani in bicicletta, che ci fa capire di navigare più nella sfera del metaverso per ammirare i paesaggi unici della nostra Terra che in sella a un cavallo d’acciaio o meglio in fibra di carbonio.

A parte la ciliegina sulla torta della cortese prefazione del corridore lucano Domenico Pozzovivo, che visti i frastagliati saliscendi che offre il territorio della sua regione avrebbe potuto emulare il grande Charlie Gaul, si rimane sconcertati se, come è d’obbligo, si continui a leggere. L’impressione è di dover percorrere gli itinerari turistici descritti con dovizia di particolari e immagini alla guida di un’auto, alla stregua delle tante guide turistiche, più che in bicicletta. C’è un’evidente e ben adoprata tecnica del copia e incolla con sfondoni e imprecisioni a discapito dello sprovveduto cicloturista che qualora non abbia preso le necessarie precauzioni e cautele, nel dover fare affidamento solo sulla sua esperienza speditiva di biker, potrebbe trovarsi a mal partito, a meno che non abbia al seguito una qualche assistenza o addirittura il controllo da parte di un drone.

È matematico il fatto che un errore potrà ripetersi in maniera esponenziale se non siano fatte le opportune verifiche. Si prenda ad esempio quanto l’autrice scrive  nella descrizione dell’itinerario Sellata-Sarconi a proposito del toponimo La Maddalena confondendo le montagne  circostanti con i Monti della Maddalena che invece si trovano da tutt’altra parte e costituiscono l’unico raggruppamento di rilievi della Basilicata a cui ben si può attribuire il termine catena. Situata a ovest della regione, sul confine campano, e ha le sue maggiori altitudini subito al di là del confine interregionale, in territorio campano, con il Montagnone (m. 1482) e la Serra Longa (m. 1503). Come fa un ciclista che percorre in salita la strada “alle pendici del Monte Crocetta” (sic) in direzione sud est ad ammirare la Catena degli Alburni che si trova in direzione ovest, semmai pedalando in discesa di ritorno ma attento a non cadere sull’asfalto!

In salita pur faticando nel pedalare qualunque ciclista può ammirarne i panorami, senza fermarsi! Ci domandiamo se la nostra autrice sappia andare in bicicletta o soltanto digitare su di una tastiera?

E ancora nella descrizione dell’itinerario che porta al Valico di Monte Romito da Ruoti si parla dei percorsi nei boschi di Monte Li Foi, a ridosso di Ruoti e Baragiano, e invece si scende dalla rotabile verso  Montocchio e Potenza per risalire verso Sellata.

Gli esempi potrebbero essere numerosi, ma lungi da noi il motto “absit iniuria verbis” non riusciamo a capire l’utilità di una siffatta guida per un amante dell’escursionismo in bici, con la pretesa di favorire il turismo, partecipando da remoto o in presenza in qualche stand ma solo giocando o forse speculando sul virtuale!

Lo slogan ciclisti o meglio cicliste per caso è encomiabile ma tutto da dimostrare, provare per credere! Attraversare in bici la Basilicata coast to coast affascina gli esperti bikers di altre regioni con ben altre esperienze cicloturistiche all terrain come si suol dire e che non hanno di certo bisogno d’essere edotti da siffatte pubblicazioni e con la benedizione di qualche ente istituzionale o di un suo presidente che dà l’impressione di non  essere avvezzo all’equilibrio statico-dinamico richiesto a chi monta in sella a una bici!     

Michele Vista
Michele Vista
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