Obbligo vaccinale e curva del bioritmo

Perché si parla tanto di obbligo vaccinale senza che l’opinione prevalente, cioè quella favorevole all’obbligo, diventi legge?
Sembra che la questione faccia comunque paura e non si comprende perché.
La scusa che faccia gola, elettoralmente parlando, la posizione contraria all’obbligo, fa sorridere, perché si tratta comunque di una minoranza e, perbacco, dovrebbe far gola di più sostenere la stragrande maggioranza degli italiani che una minima porzione di votanti.
Possibile che si tratti di una scelta puramente politica? Di libertà? Beh!, sarebbe strano: di puramente politico c’è rimasto ben poco in Italia. La politica e le sue scelte sono pragmaticamente unite all’acquisizione di consenso e basta, giammai a questioni di principio, che il consenso rischiano piuttosto di farlo perdere.
Ecco, diciamo che le questioni di principio vengono spolverate ai congressi e in campagna elettorale, per scomparire negli intermezzi, per quanto lunghi possano essere.
I congressi! Ve li ricordate? Roba che non usa più. Eppure erano appuntamenti importanti e soprattutto si prendevano decisioni strategiche importanti. Ora le decisioni le prende il segretario dopo qualche telefonata con una ristretta cerchia e chi mi vuole mi segua; e tutti come capre a seguire. Poi si sveglia una mattina, il segretario, e detta un contrordine e tutti a obbedire. Roba da non credere, eppure!
Ma, tornando all’obbligo vaccinale, pare che una buona parte della Lega e dei 5 Stelle siano contrari, nonostante Draghi abbia ammonito tutti che o si riga dritto o si riga dritto.
Come di recente accade, però, il malcontento e il dissenso emergono solo nella ricreazione, durante la quale è ammesso tutto, poi tutti zitti e con le mani bene in vista sul banco chè entra il direttore!
Insomma risse mediatiche per alzare fumo, di modo che la vista non riesca a cogliere tutte le sfumature.
Ma col fumo rischiamo di intossicarci e di fatto temo che lo siamo già, intossicati.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. In genere la civiltà, i valori, la cultura, mediamente intesa, seguono un percorso sinuoso nel tempo, con alti e bassi, un po’ come le curve del bioritmo. Oggi stiamo registrando lo sfioramento dei minimi, ragion per cui la curva presto tornerà a salire. Magari dopo le amministrative, però, perché a guardare i candidati la curva è ancora in discesa, ma ci siamo, dai, la fortuna è che la curva del bioritmo non è mai orizzontale, quindi il pericolo è scongiurato: così in basso non ci staremo per molto ancora.
Spero.
O mi illudo?

2 commenti su “Obbligo vaccinale e curva del bioritmo”

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