Insomma il Covid si avvia a sparire. Lo ha annunciato il ministro Speranza. Pare che l’informazione gli sia stata fornita dal signor Coronavirus in persona, il quale, comparsogli in sogno, o durante una pennichella, gli ha testualmente detto: caro Ministro, ho terminato la mia missione e me ne torno dalle mie parti. Avevo il mandato di rendere gli italiani disciplinati, schedarli tutti e farne morire una schiera per abbattere il monte ingaggi dell’Inps e credo di essere riuscito nell’opera. Non nego che andarmene mi rattrista perché avevo trovato veri amici, nei governi, in quello italiano in particolare e negli scienziati. Grazie”.
E il Ministro subito ce lo ha riferito. E’ stato come un fulmine, sparito, zac, non più pericoloso.
Forse ha influito anche l’elezione di Mattarella, col suo banal-discorso di insediamento, polemico, critico, c’è chi dice sferzante, pensa te, contro chi lo aveva eletto (e questo fa già fracassare dalle risate) e, vien da pensare, anche contro chi l’aveva preceduto.
Ora, dal momento che in qualcuno ancora residua un minimo di pensare critico, è evidente che Speranza non possa avere alcuna certezza scientifica. Quindi, o ha sparato una cazzata e chissà perché (tanto il timore di essere smentito anche dai fatti non lo preoccupa punto) o il Covid era gestibile da tanto tempo, ma ce lo aveva volutamente nascosto.
Infatti e per esempio, col green pass ogni acquisto, anche quello dell’aspirina, verrà monitorato, ogni Campari, bic, preservativo acquistati, saranno riconducibili al nuovo proprietario, del quale si potranno indicizzare bisogni, vizi, debolezze, tendenze, malattie e quello che si vuole. Basterà mettere in collegamento lo scontrino di acquisto con l’accesso tramite green pass. Quando si dice la privacy, la grande scoperta di civiltà dell’ultimo secolo!
Dice che serve contro l’evasione. Ma se è per questo possiamo evitare anche i furti mettendo tutti in galera.
Il Papa andrà da Fazio. Pare che parleranno del prossimo condono e/o amnistia dei peccati, della legalizzazione delle droghe leggere e dell’addio al celibato per i preti, dell’apertura della chiesa al mondo gay in maniera ufficiale e forse chicca delle chicche, dell’apertura alle donne anche alla carriera vescovile, tipo tonache rosa e magari un giorno avremo anche la Papa.
Scherzi a parte, ma neanche tanto, sembra tanto un grande spot, quello del Papa da Fazio, tipico delle egemonie culturali, o pseudo tali. Quel pensiero comune che deve anche apparire ribelle, che passa per tanti luoghi ormai comuni, quali la Presidenza della Repubblica, istituzione che unirebbe gli italiani garantendo loro che qualcuno ogni tanto, diciamo ogni sette anni, si ricordi dei disgraziati, senza, beninteso, influire sulle politiche che li riguardano, ma questo è un dettaglio, il Papa, appunto, che da figura spirituale, diventa icona dell’apparenza e della presenza a tutti i costi, o Sanremo, capace di enfatizzare anche le scoregge.
La Chiesa ha deciso di farsi male da sola e, in un tentativo disperato di rimanere viva, scambia la spiritualità e la fede per una trasmissione televisiva dove tutti si battono il petto ma solo a telecamere accese.
Diceva un amico, chissà se il Papa e Fazio parleranno anche di Dio; io ne dubito, una discussione sulla fede e su Dio non usa più. Oggi si va in chiesa con lo stesso spirito con il quale si inneggia a un Presidente che ha l’ardire di parlare di dignità, peraltro applaudito tipo ola, dopo essersi mangiata la propria con una retromarcia da film d’azione, e con un gioco di parole e di tattiche degne della commedia all’italiana, quale in effetti penso che sia.
La rassegnazione e lo scoraggiamento di chi proprio non ce la fa ad adattarsi al pensiero unico, alla ribellione di massa, al conformismo alla rovescia, sono talmente pregni di rabbia e desolazione, ma circondati dalla indifferenza, da costringere a riflettere, cosa che non avverrà mai, però. Questo è il vero disagio dei nostri tempi, quello che affligge tanti italiani che non riescono a entrare nel meccanismo con la certezza di rimanerne, così, del tutto esclusi, emarginati, senza speranza.
Se non butti i coriandoli alla rielezione di Mattarella, se non sei felice del fatto che si sia ricordato dei deboli (ma che spirito nobile), e ti meravigli di quanto sia enfatizzata una figura figlia solo di un intrigo, ora mascherato da manna che piove dal cielo, non hai scampo. Sei segnato a vita. Peggio di un no-vax.
Stanno riuscendo nell’impresa di creare un popolo di idioti, di signorsì, con chiamata per l’applauso, per la richiesta di bis e per il sorriso di felicità.
Mostri.


Forse xché è sorta contemporaneamente la figura del cronista di corte, che fa il bulletto xché conosce persone, frequenta posti ,e la notte piange per paura di esagerare, che il mondo è strano e in due giorni sei giustamente in mezzo alla strada con tutti gli altri .non sia mai!