Mito e leggenda…ma la storia è altra cosa!

Non c’è nulla di più assurdo della pretesa di fare informazione, vestendo i panni dello storico di maniera, in occasione di ricorrenze e anniversari vari. Questo accade in genere nel ricordare figure che un certo rilievo hanno avuto in avvenimenti riguardanti più da vicino la nostra storia risorgimentale. Si sprecano etichettature tra le più disparate dal prefisso filo ricadendo in banali e stantie descrizioni pervase da un patologico alone di leggenda, tra l’immaginario popolare e la realtà dei fatti, totale confusione tra vittime e carnefici, nascondendosi alla fine dietro un finto e caritatevole atteggiamento patriottico, evitando di esprimere un giudizio oggettivamente valido da un punto di vista storico che per definizione cerca i fatti, li analizza contestualmente senza nessun coinvolgimento personale nell’affannosa e difficile ricerca della possibile verità. Siamo sicuri che tutto questo sia avvenuto a partire  da una progressiva educazione scolastica?

La massa informe che si definisce popolo e subisce il potere dei vincitori è canonizzata nelle tante lapidi commemorative sparse un po’ dovunque nella nostra regione, alla stessa maniera di quando era spettatrice passiva dei roghi e patiboli allestiti nelle piazze o esecuzioni sommarie, a monito pubblico. La concezione vichiana dei corsi e ricorsi è abbastanza eloquente, non possiamo ignorare analogie in epoche recenti e contemporanee.

La guerra è guerra, purtroppo, una guerra giusta è solo un marchiano paradosso. Lottare per un ideale di giustizia e libertà è qualcosa di profondamente diverso dettato dall’istinto della sopravvivenza per rendere possibile un futuro migliore!  

Michele Vista
Michele Vista
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