Il Maestro Giovanni Allevi commuove il pubblico di Potenza

Tutto esaurito nel cineteatro Don Bosco di Potenza per il concerto gratuito “Filosofia & Musica” del Maestro Giovanni Allevi organizzato dall’Apt Basilicata in collaborazione con Twister Film e Bizart. Prima volta del Maestro nel capoluogo lucano.

Un nuovo sguardo sul mondo, un soffio di speranza che si fa musica e pensiero. Un’umanità rinnovata, capace di accogliere la fragilità come forza, di trasformare il dolore in bellezza, di riconoscere il valore dell’istante presente.

Sono questi i temi cari al Maestro Allevi, filosofo, compositore e pianista, che con il suo spirito visionario e autentico ci guida alla scoperta di una rinascita interiore e collettiva.

Attraverso il dialogo tra le parole e musica, Allevi condivide il suo viaggio di trasformazione, esplorando il delicato equilibrio tra luce e ombra, il potere creativo dell’incertezza e la meraviglia dell’inatteso.

L’appuntamento rientra in un progetto di valorizzazione territoriale che coinvolgerà le città di Potenza e Matera, promosso da Apt Basilicata. Sarà girato un videoclip in Basilicata che sarà lo spot internazionale per i concerti di Allevi. Le riprese si svolgeranno il 13 ed il 23 aprile all’interno del teatro “Francesco Stabile” di Potenza, palcoscenico principale, dove sarà girato il videoclip, legato al brano “Nostalgia, estratto di “MM22” composizione creata da Allevi per violoncello e orchestra, il cui concerto sarà proposto in tournée durante l’estate. Matera e dintorni della città dei Sassi saranno lo scenario per il resto delle riprese.  

Allevi è arrivato in scena con il suo passo leggiadro, ma con un bagaglio di esperienza pieno di vita, speranza e musica. Il Maestro ha portato sul palco del Don Bosco non solo le sue note ma anche la sua anima.

L’evento-concerto ha riempito il cineteatro unendo il numeroso pubblico presente in un silenzio profondo e commosso, interrotto da copiosi applausi ed emozioni.

“Come sto? Abbastanza bene” dice Allevi, ed in quel “abbastanza” vi è tutta la difficoltà, la paura, la rinascita e la consapevolezza causate dalla pesante malattia. Allevi guardando verso il pubblico con un’infinita tenerezza sorride esclamando: “Che bello, si sente la voce di un bambino”.

In questo modo Allevi inizia il dialogo sul palco con il giornalista Rai Pino Nazio, tra confessioni e riflessioni. Il Maestro racconta di come la malattia abbia sovvertito la sua visione della vita e del mondo: «Ho sempre avuto ansia prima dei concerti, ma dopo la malattia l’ansia è sparita. Quando ti confronti con un problema come la morte, cadono tutti i condizionamenti che la società ti impone. Tutto quello che genera ansia si dissolve».

Racconta con semplicità e leggerezza, ma le sue parole arrivano al cuore dei presenti. Fa riferimento alla psicologia comportamentale ed a tutto ciò che ha letto e studiato nei lunghi periodi di degenza durante e dopo la malattia. La sua percezione dell’esistenza è cambiata: “Adesso apprezzo tutto della vita, anche ciò che quotidianamente potrebbe sfuggire.” Molto toccante e colma di tenerezza la frase: “Se mentre suono dovesse tremare la mano… che bello!”.

Allevi fa venir fuori una nuova idea di fragilità, non come debolezza, ma come status più intimo e privato della persona. Lui lo ha compreso guardandosi allo specchio durante la malattia, rivedendo quello stesso “buio negli occhi” narrato nell’Iliade di Omero: “Ogni volta che un eroe veniva ferito, Omero scriveva “il buio scese sui suoi occhi”. Quello sguardo l’ho visto nei miei. Grazie a Omero non mi sono sentito solo. Ho capito che la fragilità non è solo mia, ma di tutti noi”.

Nella sua narrazione, il Maestro afferma che anche la cultura cambia forma: “La cultura è un abbraccio universale”. E forse è proprio questa la mission di questo evento-concerto: un abbraccio collettivo, composto da note e parole, che muta il dolore in bellezza. Allevi è riuscito in questo intento. Il suo concerto per violoncello e orchestra, composto durante la malattia, si ispira alle lettere della parola Mieloma.

Allevi racconta, nello specifico, come è nata l’idea e come ha fatto a traslarla nella musica: “Mentre mi spiegavano cosa fosse, per sfuggire alla disperazione mi sono concentrato su quella parola, Mieloma. Mi sono chiesto: a quali note corrisponde? Come fece Bach con il suo nome, anche io ho trasformato “mieloma” in melodia. Così è nato il mio concerto” Quest’opera custodisce in maniera intima la sua battaglia ed il suo dolore per la malattia ma, soprattutto, la sua rinascita.

Dopo l’ultimo brano il commosso saluto al pubblico ed un messaggio toccante e pieno di speranza. “Da questa malattia non si guarisce mai, le statistiche dicono che non ho molto tempo. Ma io non credo alle statistiche. E rivoluzioniamo anche il significato di guarigione. Io mi sento guarito, semplicemente perché sono felice di essere qui. Il mio domani è un presente allargato, che voglio vivere il più intensamente possibile”. Al termine del concerto, il pubblico si alza in piedi commosso: standing ovation per il Maestro. Applausi scroscianti non solo per la musica, ovviamente, ma anche e soprattutto per la tenerezza con cui ha condiviso la sua personale battaglia contro la malattia. Giovanni Allevi, con la sua fragilità tramutata in forza e speranza, non ha offerto al pubblico di Potenza un “semplice” concerto musicale ma ha donato un’autentica esperienza umana. Il messaggio della serata che Allevi ha voluto lanciare al pubblico è quello di riconoscere la nostra personale fragilità come punto di partenza e di svolta per una rinascita interiore possibile.

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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