E meno male che si volevano celebrare gli anniversari dei 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi e dei 100 anni della Rai!
La storia è costituita da fatti ben documentabili, la fiction storica può essere di grande utilità ed efficacia divulgativa se gli sceneggiatori abbiano conoscenza di ciò di cui scrivono e siano consapevoli di lavorare per un servizio pubblico, che in quanto tale è finanziato dal contribuente. Sappiamo tutti della consuetudine vigente da decenni della lottizzazione della Radio Televisione Italiana a seconda del vento politico e governativo che spiri. Non si capisce affatto l’incongruente amalgama che gli sceneggiatori sono riusciti a comporre e che bravi attori hanno cercato d’interpretare alla meglio.
Le vicende dell’uomo Marconi e nell’immaginario popolare dell’inventore della radio sono viste in una prospettiva alquanto discutibile e che mescola in malo modo i differenti contesti storico-temporali in cui sono avvenuti. Episodi flash della vita, terminata a soli sessantatré anni dell’inventore e imprenditore bolognese dovevano essere necessariamente contestualizzati e bilanciati in maniera diversa. L’attività imprenditoriale nel campo delle telecomunicazioni e le importanti rivendicazioni di brevetti, visto il notevole ritorno economico conseguente, sono sottaciute.
Le ricerche sulle microonde e il famoso raggio della morte, i rapporti col regime formano quasi un thrilling per fare sensazione, addirittura l’essere stato messo sotto controllo dai famigerati e impomatati e brillantinati agenti della polizia segreta fascista ha qualcosa di quei famosi 007 al servizio di sua maestà britannica. Sembra invece di percepire tra spie in gonnella, gerarchi in orbace e ambienti ovattati un che di profondamente stantìo!
Le biografie hanno un indubbio valore nella storia della scienza, in special modo se riguardano figure di primissimo piano, il cui operato ha sempre avuto riferimenti ben documentati e rapportabili al periodo storico in cui hanno vissuto. Illazioni o pure congetture estemporanee sono inammissibili. Il personaggio Marconi, i famosi ragazzi che frequentavano l’istituto di via Panisperna, hanno storie ben più articolate e complesse che non possono essere manipolate a piacimento, immaginando ipotetici rapporti sia politici che scientifici o sui possibili sviluppi e applicazioni nel futuro dell’energia atomica, come accade nelle due puntate della fiction televisiva andata in onda. Né a giustificare il tutto possono bastare i sottotitoli che scorrono al termine con le foto vere dei personaggi in questione a riprendere in mano la realtà oggettiva dei fatti. Siamo alla vigilia del secondo conflitto mondiale e sembrano vogliano dire: ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale, più sconnessi di così è inimmaginabile!


