Libri. “Il sorriso di Caterina. La madre di Leonardo” di Carlo Vecce

L’autore, studioso che ha svolto importanti ricerche sulla figura e l’opera di Leonardo da Vinci, ha presentato nei giorni scorsi in anteprima assoluta a Firenze nella sede storica della casa editrice Giunti e poi nella sede prestigiosa del Museo Galileo a Palazzo Castellani, il volume dedicato alla madre di Leonardo, donna di origini orientali di nome Caterina, arrivata dopo varie traversie nella capitale del Rinascimento.

Nuove ed affascinanti ipotesi, che di certo faranno discutere, alla luce di un recente documento trovato nell’Archivio di Stato fiorentino a firma del Notaro Ser Piero da Vinci padre di Leonardo, che se correlate alle sue numerose scritture notarili ed altrettante testimonianze d’archivio studiate a fondo da Vecce, gli hanno permesso di farne un intrigante e interessante romanzo storico nel senso originale del termine con una fluidità letteraria e narrativa notevole.

L’atto notarile ritrovato con la data 2 novembre 1452, sei mesi dopo la nascita di Leonardo il 15 aprile, riguarda l’affrancamento dalla schiavitù di una donna di nome Caterina, figlia di un certo Jacob e proveniente dall’altopiano del Caucaso settentrionale, arrivata adolescente prima a Costantinopoli poi a Venezia e infine a Firenze, come schiava di proprietà di Ginevra d’Antonio Redditi, moglie dell’industriale della moda e del lusso Donato di Filippo di Salvestro Nati. Il notaio è Ser Piero da Vinci, il padre di Leonardo. Un’attenta lettura della scrittura si rivela di grande importanza e permette a Vecce di rivedere molte cose sulla maternità di Leonardo e su tutto ciò che si conosce in proposito.

Il sorriso di Caterina, che dà il titolo al libro, spiega Vecce: non è un saggio scientifico (esce infatti senza note) ma la biografia romanzata della madre di Leonardo costruita con i documenti d’archivio e colmata, nei buchi che i documenti non colmano, dalla fantasia del romanziere, come il fatto, immaginato dall’autore, che Jacob fosse un principe del Caucaso. La filologia, che Vico definisce la scienza del certo, permette all’autore di leggere un documento e nella letteratura la fiction può essere d’aiuto. La descrizione narrativa del mondo in cui si muove la madre di Leonardo ha un’originalità creativa che aiuta a capire meglio la complessità della stessa figura del genio vinciano. Il mistero dell’identità di Caterina, il sorriso di questa donna nella copertina del libro non è casuale è un volto scelto tra le tante donne disperate tra i migranti che approdano sulle nostre coste, un’immagine enigmatica che Vecce associa a quella famosa della Gioconda, riallacciandosi alla definizione che Sigmund Freud le dà in un suo saggio del 1910: un’immagine onirica della madre di Leonardo. L’autore nel suo racconto, attraverso le tante testimonianze archivistiche di scritture notarili, poiché Ser Piero era notaio della notabile Famiglia Castellani e Caterina faceva da balia alla figlia di Francesco di Matteo Castellani, ipotizza un furtivo concepimento di Leonardo proprio nel Palazzo dei Castellani. Al di là dei dati documentali la figura di questa madre, che proveniva da un mondo sconosciuto, conoscendo di sicuro solo in parte la lingua della società in cui si era ritrovata dopo un rocambolesco viaggio come schiava che la stessa Caterina racconta, affascina l’autore, così come la sua sensibilità nel crescere quel figlio ad Anchiano, nella splendida campagna toscana, che avrà di certo influito sul futuro genio nell’età adolescenziale e nella sua vita a seguire tra Firenze, Milano ed infine in Francia! Si presentano molte coincidenze in proposito, come il paesaggio non certo toscano dipinto da Leonardo nella famosa Annunciazione conservata agli Uffizi, ritrovata nella cappella della Famiglia Castellani nel Monastero San Bartolomeo di Monte Oliveto. Un paesaggio orientale, una montagna particolare che richiama forse la vetta più elevata del Caucaso nell’antica Kabardia terra d’origine di Caterina o altre  visioni  lontane  che  dipinge  con  una  fantasiosa  ed  originalità indiscussa, forse frutto dei racconti fattigli da Caterina pur non potendola chiamare mamma!

Il 26 giugno 1494 Caterina muore di malaria a Milano proprio tra le braccia del figlio Leonardo, ora al servizio di Ludovico il Moro, e viene sepolta nella Chiesa di San Francesco Grande dietro la Basilica di Sant’Ambrogio. Nei mesi scorsi durante i lavori per la costruzione della nuova sede dell’Università Cattolica sono emersi i resti della Cappella dell’Immacolata Concezione per la quale Leonardo aveva dipinto la Vergine delle rocce e di alcune sepolture tra cui forse potrebbe esserci anche quella di Caterina.

L’ultimo capitolo del libro dal titolo Io può benissimo definirsi una perfetta sintesi della narrazione romanzata della vita di Caterina, che tra tante difficoltà è riuscita a sopravvivere e mettere al mondo un genio come Leonardo da Vinci.

Di prossima pubblicazione invece , come ha annunciato lo stesso autore, la biografia di Leonardo.

Editore Giunti Firenze-Milano 2023- Collana H – Pag.528 – € 19,00

Michele Vista
Michele Vista
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