Caro bolletta per ospedali. Gruppo Cestari: incrementare programmi rinnovabili

di Arturo Giglio

Se per le rinnovabili solo qualche giorno è stato segnalato il record della Basilicata nell’incremento dei sistemi di accumulo c’è da registrare questa volta un record negativo: il caro bolletta nel 2022 è costato alla sanità lucana 43, 2 milioni di euro, 21,1 milioni di euro in più in un anno. Il costo pro-capite per ciascun lucano è di 79,96 euro, con un aumento medio pro-capite di 39,36 euro, rispetto ad un aumento medio nazionale di 23,98 euro. Il Gruppo Cestari – che attraverso proprie società specializzate in Italia e all’estero, opera nel settore della produzione elettrica da fonti rinnovabili, realizzando impianti ecocompatibili e valutando gli impatti ambientali e sociali connessi all’implementazione di tecnologie alimentate da fonti alternative di energia- in una nota a firma del Presidente ing. Alfredo Carmine Cestari sottolinea che i dati che fanno parte di un rapporto Agenas riprovano la necessità di dotare ospedali e strutture sanitarie di impianti di rinnovabili per il risparmio da investire per migliorare e potenziare i servizi della sanità lucana, fortemente interessata dalla mobilità dei pazienti in altre regioni. La voce “Utenze elettricità”, che rappresenta il 57,3% della spesa complessiva nel 2022, ha subito un aumento, rispetto al 2021 di 10.471.940 euro (+73,16%); la voce “Riscaldamento”, che corrisponde al 40,1% della spesa, nello stesso periodo ha subito un aumento di 10.969.114 euro (+172,2%); la voce “Altre utenze”, che rappresenta il 2,6% della spesa complessiva, registra invece una diminuzione nel 2022 di 303.865€ (-20,95%). In valore assoluto, le Aziende che registrano un maggiore incremento legato ai Costi Energetici sono l’Ao San Carlo (+ 9.610.357 euro) e l’Asl di Matera (+ 6.811.729 euro). In termini percentuali, le aziende che registrano un aumento maggiore, a fronte di un aumento medio regionale del 95,5%, sono il Crob Irccs, con un aumento del 105,2% e l’Asl di Matera che registra un aumento dei costi del 101,4% rispetto al 2021. Sono tutti dati che – commenta Cestari – dovrebbero spingere gli amministratori regionali ad implementare i programmi di efficientamento energetico in strutture della sanità come in uffici pubblici regionali. Si tratta di dare continuità a programmi realizzati negli anni passati dalla Società Energetica Lucana e destinati al progetto “Ospedali Lucani Fotovoltaici”, che ha visto concretizzati due interventi di produzione di energia a favore del sistema sanitario regionale e un impianto a servizio dell’Ospedale San Carlo. I costi energetici possono rappresentare fino al 3% dei costi totali di una struttura sanitaria. Più del 40% del consumo di energia è dovuto agli impianti di climatizzazione, mentre illuminazione, acqua calda sanitaria e lavanderia incidono per circa il 15% ciascuno. Anche in ambito sanitario, l’introduzione di tecnologie basate su fonti rinnovabili permette di aumentare l’efficienza energetica, rendendo ospedali e cliniche più performanti e sostenibili. L’energia rinnovabile perciò – aggiunge il presidente del Gruppo Cestari – rappresenta la chiave di svolta per garantire cura e assistenza ai malati. Un esempio è l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che con la sua serra fotovoltaica detiene il record di primo ospedale sostenibile italiano. Se da noi l’energia rinnovabile in ambito sanitario riveste un ruolo complementare, in altri paesi è diventata la prima fonte in diversi ospedali. Oltre alle strutture ospedaliere, la transizione green ha abbracciato tutte le aree della sanità come il primo soccorso e gli aiuti alle popolazioni più povere del mondo. Insomma un cambiamento nel segno dell’efficienza che determinerà le sanità del prossimo futuro. Il futuro della sanità è sempre più accentrato verso l’energia pulita che, oltre a garantire il rispetto dell’ambiente, rappresenta un aiuto a medici e infermieri.

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