Anziani non autosufficienti, la Cisl sollecita il confronto con il Governo regionale

In Basilicata un terzo della popolazione anziana risulta non autosufficiente, ma di questi meno di due su dieci beneficia dell’assistenza domiciliare integrata. Dal piano nazionale per la non autosufficienza oltre 25 milioni di euro per il potenziamento dell’assistenza, tuttavia secondo la Cisl latita il confronto con la Regione Basilicata

Potenziare l’offerta integrata di servizi per gli anziani non autosufficienti in linea con gli obiettivi del piano nazionale sulla non autosufficienza. È quanto sollecita la Cisl che auspica anche l’avvio di un confronto con la Regione Basilicata per valutare lo stato di avanzamento del processo di effettiva erogazione dei livelli essenziali e degli obiettivi di servizio, nonché dei progetti in materia di non autosufficienza finanziati con i fondi della missione 5 del PNRR. Il piano nazionale non autosufficienza destina importanti risorse nel triennio 2022-2024 per il potenziamento dei servizi e per il conseguimento dei livelli essenziali delle prestazioni sociali. Le risorse stanziate per la Basilicata ammontano a 25,6 milioni di euro così ripartiti: 8,3 milioni per il 2022, 8,4 milioni per il 2023 e 8,9 milioni nel 2024. A queste risorse vanno aggiunti i fondi destinati al programma «Vita indipendente» (160 mila euro), destinato alle persone con disabilità di età 18-64 anni, e al potenziamento dei cosiddetti punti unitari di accesso ai servizi sociali (1,7 milioni).

Secondo le ultime stime in Basilicata un terzo della popolazione anziana di età pari o superiore a 65 anni è non-autosufficiente, ovvero presenta almeno una grave limitazione fisica o cognitiva secondo la più accredita definizione in letteratura. In termini assoluti parliamo di una platea di quasi 43 mila anziani per i quali la presa in carico da parte dei servizi sociali è considerata dalla Cisl ancora insufficiente alla luce del fatto che solo il 17 per cento di questa platea, pari a 7.382 persone, può godere dell’assistenza domiciliare integrata, contro una media nazionale del 21 per cento e punte del 63% in Molise, 48% in Veneto e 43% in Toscana [2].

Nel frattempo, qualcosa si muove a livello legislativo. Il Senato nei giorni scorsi ha licenziato la legge delega in materia di politiche in favore delle persone anziane, una delle riforme strutturali collegate al PNRR che ora passa alla Camera per la definitiva approvazione entro marzo. Una riforma valutata complessivamente in modo positivo dal segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo in quanto «accoglie le richieste e le proposte avanzate in questi anni dalla Cisl per riconoscere il valore delle persone anziane e costituire un sistema unitario di interventi e servizi sociosanitari che consenta un accesso semplificato ai servizi e una presa in carico globale della persona assicurando i livelli essenziali delle prestazioni».

Per il segretario generale della Fnp Cisl Basilicata Giuseppe Amatulli «sulla definizione dei livelli essenziali sono stati fatti importanti passi in avanti, tuttavia serve un colpo di acceleratore, sia nel potenziamento della presa in carico, sia nella effettiva implementazione delle prestazioni destinate alle persone anziane non autosufficienti». Il segretario della Fnp considera «non più rinviabile un confronto con il Governo regionale per non vanificare la finestra di opportunità che si è aperta e per governare in modo partecipativo la riforma delle politiche per le persone anziane senza disparità tra centri urbani e aree interne. Le risorse ci sono, ora si tratta di spenderle bene», conclude Amatulli.

radionoff
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