Improbabili

Non mi viene altra definizione per tutta la squadra che governa e che si oppone al governo in regione Basilicata. Non discuto che qualcuno possa essere dotato delle capacità necessarie, ma, francamente, in questa situazione, dovrei tirare a sorte contando sulla fisiologica presenza di uno buono su un numero x di improbabili, appunto.

Commissioni che non si riuniscono, scambi istituzionali scurrili, numeri legali che saltano, lotte di potere, cambi di casacca, una inefficienza ormai data per scontata, personaggi importanti assenti ma che si ricandidano (tanto per quello che costa), partiti ingessati o pericolosamente insofferenti, personaggi pittoreschi, una opposizione semplicemente inesistente, ecco, sono tutti elementi per poter serenamente definire improbabile tutto il consesso, dalla Giunta al Consiglio.

Una situazione stabile nella sua instabilità cronica, che per politici seri sarebbe un’autostrada verso il successo, è diventata uno stagno ogni giorno più brutto a vedersi.

La sensazione è che se si deve fare qualcosa di utile e necessario o si va a tentoni o si rinvia, mentre tutto quello che risulta utile per tornaconti più o meno personali rimane all’ordine del giorno al punto n. 1.

Se è vero che sono gli uomini che fanno la storia, che danno un senso alle attività che svolgono, che caratterizzano una istituzione, un ufficio o una qualsiasi lavoro, ebbene, stavolta gli uomini stanno disegnando un quadro che, nella sua opacità, rappresenta una realtà cruda e irriverente, quindi un quadro sincero sul livello più democratico che abbia mai raggiunto la democrazia, cioè il suo momento più basso. Finora.

Potrà andare solo meglio? Non lo so, gli uomini alla fine sono capaci di stupire e riuscire finanche a fare peggio.

Certo è che anche l’ipotesi di un’alternanza fra le parti politiche non ispira ottimismo, anzi.

Sullo sfondo del quadro cui facevo cenno, non c’è il sereno, ma nubi scure che fanno presagire momenti di grande confusione. Prima che le istituzioni dobbiamo ricostruire l’essere umano, restituirgli valori, senso di appartenenza e responsabilità. Un duro lavoro, ci vorrà più di qualche generazione, ad essere ottimisti.

Il mondo apparente che i social impongono ha cambiato le regole del gioco, chi vince e si impone nel mondo apparente riesce anche a ben figurare in quello reale. Il segreto è semplice: basta oscurare chi rema al contrario. La nuova vera regola della democrazia è che siamo liberi di aderire, ma se non lo facciamo finiamo per vagare solitari nella stratosfera come una meteorite in attesa di frantumarsi.

Abbiamo bisogno di eroi, davvero, che diano il buon esempio, ma dobbiamo affidarci al caso, perché non ne sappiamo più creare. Del resto essere lucani è come frequentare un corso di filosofia: nessun lucano, infatti, può sopravvivere ad anni di lucanità senza essere spogliato delle sue più care illusioni e ambizioni.

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Luciano Petrullo
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Un commento

  1. Eroi si, che possano sopportare la valanga di offese quando va bene, che segue ad ogni loro presa di posizione.
    Però è vero che il mondo sta cambiando, maggiori mezzi, distanze ridotte, benvenuti nel mondo nuovo!e giovani ardenti si prenderanno quello che la loro terra gli deve x le centinaia di antenati morti di stenti e malattie, senza fare compromessi. Lo spero davvero.

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