I tre medici veri: mente ognor lieta, dolce requie e sobria dieta

Questa famosa regola salutare ben si addice al sottotitolo del pregevole volumetto, curato da Nicola Di Bianco: La Scuola Medica Salernitana. Presente, passato e futuro – D’Amico Editore – Nocera Superiore 2024 (pp.133, ill.), che raccoglie il contributo di studiosi diversi a partire dalle radici spirituali ed ecclesiali della Medicina Salernitana, vero unicum storico nel panorama culturale europeo. Grazie alle numerose comunità monastiche il ministero sanante della Chiesa diventa una caratteristica peculiare nell’alto medioevo, con un particolare riguardo alla medicina cenobitica benedettina come a quella salernitana, dando origine a una vera e propria istituzione scientifica. L’attenta disamina svolta da Di Bianco ne mette in risalto i passaggi multiculturali e multireligiosi legati allo spirito di carità, dalla fede in Cristo e dall’amore per il prossimo, all’assistenza dei bisognosi e alla cura dei malati.  

Interessante è l’analisi storica dettagliata della Scuola di Medicina Salernitana fatta da Enrico Marano che si sviluppa per un esteso arco temporale, dagli inizi del IX secolo fino alla sua definitiva chiusura (editto di Gioacchino Murat 29.11.1811). Si passano in rassegna le diverse acquisizioni scientifiche tratte in gran parte da testi di autori arabi, poi canonizzate attraverso l’esperienza clinica, l’osservazione dei sintomi e la conoscenza dei rimedi naturali. Un particolare riguardo era rivolto all’insegnamento di filosofia, teologia, diritto, logica, botanica, discipline intimamente connesse al sapere medico dell’epoca. Parimenti, grande attenzione era rivolta alla formazione comportamentale e deontologica del medico, di chiara matrice ippocratica. Vien fatto un rapido excursus sui principali esponenti della Scuola di Medicina da Guarimpoto (Garioponto) a Trotula de Ruggiero e di alcuni medici come il maestro salernitano Matteo Salomone che poi passò a insegnare alla celebre Scuola di Montpellier. Sono poi riportati interessanti ricette e consigli terapeutici estratti dalle opere più significative di tali maestri.

Le ultime pagine del libro, accompagnano il compiacente lettore nel rilevare la originalità e problematicità nell’affollato e agguerrito mosaico di studi sulla gloriosa Scuola Medica Salernitana inserendo nel dibattito critico la figura letteraria di Masuccio Salernitano, autore alcuni secoli dopo, dell’opera Il Novellino con il suo evidente rapporto con la Scuola Medica.

Infine, l’editore Vincenzo D’Amico propone in appendice la libera traduzione in napoletano (1880) del Regimen Sanitatis: La Scola Salernetana. Stravestuta a llengua nosta da Peppe Manfredonia e che ci sembra scandisca ancora di più, in sentenze vivaci e incisive, linfa della sapienza popolare:

Si miedece te mancano,

 Tre ccose te rinfrancano;

Repuoso, de lo stommaco vacanza,

E na bella risata a crepa panza.

Michele Vista
Michele Vista
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