Gastrosovranismo? Solo ignoranza gastronomica!

Nell’incombente minaccia dei dazi frutto dell’offensiva trumpiana per salvaguardare, a suo modo di vedere la Grande Mela, si potranno determinare grossi problemi nell’economia nostrana per il settore agroalimentare in particolare. Nell’enfatizzazione delle peculiarità gastronomiche del nostro territorio farcita d’identitarie rivendicazioni da parte di personaggi gastrosovranisti, che pur nella loro madornale ignoranza si ritengono massimi esperti e conoscitori della materia, torna di grande attualità la definizione che Bartolomeo Sacchi detto il Platina dà nella sua opera Il piacere onesto e la buona salute (1474) a proposito dei malevoli critici del suo lavoro sull’arte del buon mangiare: …stoicuzzi che inarcando le sopracciglia valutano le parole non già per ciò che significano ma soltanto per il loro suono. Un’immagine eloquente dei nostri politici responsabili del settore agroalimentare e i loro sodali chef, cucinieri ed enologi a la page. Privi entrambi di una cultura storico- gastronomica del territorio, assecondati solo dal potere politico del momento, di sinistra come di destra, per far carriera imprenditoriale nel settore e aggiudicarsi corposi profitti economici. Tutti, oggi impegnati in un vittimismo di facciata per mascherare l’evidente incapacità di aver saputo valorizzare in maniera appropriata le potenziali e irripetibili capacità legate alla tradizione italiana del mangiar bene. Significativo ciò che è accaduto nei paesi dell’Unione Europea per ciò che riguarda l’alimentazione, in particolare per l’Italia penalizzata da leggine e circolari del tutto avulse da una tradizione gastronomica unica e secolare, un patrimonio che avrebbe potuto valorizzare al meglio ciò che oggi si definisce con termine più appropriato nel linguaggio scientifico: nutraceutica e i suoi risvolti in termini di economia.       La tempesta o burrasca economica, questa sì globale, va analizzata nei suoi articolati ambiti sociali e gioco forza anche per ciò che riguarda la difesa strategico militare. Di fronte alle tre potenze Stati Uniti d’America, Russia e Cina ed ai loro espansionismi economici in un perfetto conflitto nel cercare di assicurarsi le fondamentali e nuove risorse per sopravvivere nel prossimo futuro ipertecnologico, l’Unione Europea paga le sue ipocrite contraddizioni e divisioni, essendosi da un po’ di tempo adagiata in una situazione di comodo, se non proprio parassita, in particolare per quel che riguardava la difesa, correndo dietro ai falsi miti della sostenibilità ambientale e tecnologica, ideali paraventi di un sottile e mai sopito colonialismo da parte di alcuni stati nel cui codice genetico non è stato mai soppiantato, pur sventolando le bandiere con i colori dell’arcobaleno. Quasi di riflesso si rifiutano i mutamenti epocali che investono il mondo contemporaneo dal cambiamento climatico all’inquinamento per privilegiare una sfrenata rincorsa consumistica spalleggiata da una concezione errata di benessere non certo di sopravvivenza con cui bisogna prima o poi fare i conti!

Michele Vista
Michele Vista
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