Galeotto fu quel pisello a uso gargarismo

Galeotto fu quel pisello a uso gargarismo di leoniana creazione. Le TV nazionali accerchiano il malcapitato politico e questi si dà alla fuga. Una fine indecorosa per un consigliere spiritoso dalla battutaccia facile e infelice. Vero è che sarebbe il caso di verificare quale sia il linguaggio comunemente in uso in regione, se, cioè, abbia, il consigliere, tracimato una linea di condotta di prassi, fatta di complimenti con tanto di segni di gradimento e ringraziamenti, come, purtroppo, se ne registrano in qualsiasi ambiente.

Ci scommetterei, infatti, che, a scatenare il pubblico sdegno, sia stata soltanto la circostanza che l’episodio sia stato registrato e mandato in onda urbi et orbi. Altrimenti c’è davvero qualcuno che crede sarebbe stato stigmatizzato il comportamento del consigliere?

La verità è che è drammaticamente normale sentire apprezzamenti da parte di quei vitelli dei maschi nei confronti delle donne che frequentano gli stessi ambienti, ed è normale anche che questi apprezzamenti siano tollerati senza turbamenti di sorta, cosa che non giustifica gli apprezzamenti, ma che è indice di una quotidianità scadente, nella quale la denuncia di una frase sessista scaturisce sempre e soltanto da elementi esterni e casuali.

Che poi, a dirla tutta, di sessista c’è davvero poco, nell’episodio, che, invece, rimane relegato in un ambito di sottocultura stratificato e cronicizzato e, sicuramente, proprio di una generazione che ormai viaggia speditamente verso la vecchiaia.

Se ne è fatta una questione di stato quando il fatto merita solo quell’alzata di spalle che si destina a fenomeni tanto polverosi quanto stupidi.

E’ imbecille, insomma, tanto essere protagonisti di questi episodi, quanto rincorrerli come se si trattasse di avvenimenti dai connotati gravi se non proprio tragici.

Ripeto, sta pagando il consigliere di Fratelli d’Italia per un esercito di maschi dagli scarni argomenti e dai pensieri davvero poco raffinati, se non proprio animaleschi.

Certo, una presidenza del consiglio che si rispetti avrebbe dovuto, sobriamente e celermente, sanzionare l’episodio, è scontato, così come il partito di appartenenza dovrebbe prendere provvedimenti nei confronti dell’autore cacciandolo con un calcio nel di dietro perché non è così che si fa politica, ma questo poco conta nei confronti dello scandalo nazionale che ci viene propinato.

Ora furbescamente agiranno gli interessati per fare spazio, chiedendo dimissioni improbabili per rimescolare le carte e i posti in giunta, strumentalizzando l’episodio per affari di partito e personali. E questo è il giusto epilogo per uno squallido fatto che riguarda personaggi impalpabili che, purtroppo, nonostante quello che credono, non lasceranno alcun positivo segno.

Dimissioni che poi è assurdo chiedere, perché il consigliere sta lì perché votato, non perché incaricato. E a lamentarsi, o a chiederne le dimissioni, potrebbero essere solo coloro che lo hanno eletto, non chi si trova a passare, che siano associazioni, partiti, circoli sociali o ex presidenti della Camera.

Diverso se fosse stato assessore, perbacco. Ma assessore non lo è più. Quindi ciccia.

Tanto fumo per un arrosto inesistente. Ma oggi è normale che sia così, perché la mediocrità ci circonda, ci obnubila e ci trasforma.

Caro Consigliere, almeno avrai imparato che se i tempi sono cambiati, non lo sono in meglio e anche con il tuo contributo, grazie a Dio.

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Luciano Petrullo
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