Cronodietetica relativistica: una nuova teoria?

Sembra di sì, dalla lettura senz’altro piacevole, del recente libro del medico ottantenne Franco Berrino edito da Solferino. I consigli e le ricette che l’autore da, commiste a teorie mistiche orientali: “concetti di Yin e Yang della filosofia taoista, Susumna, Ida e Pingala”, o con qualche riscontro scientifico “oggi è ben dimostrato che il nostro corpo emette campi elettromagnetici, più intensi a livello dei chakra, e dall’equilibrio, dalla sintonizzazione di questi campi dipende la nostra salute”, non possono non suscitare esilaranti considerazioni nel lettore qualora si voglia nella realtà metterle in pratica.

Il relativismo temporale a cui siamo tutti soggiogati è connesso giocoforza alla dimensione psicologica del tempo, nonostante l’umanità contemporanea trascorra il sessanta per cento della sua attività quotidiana con le mani attaccate al volante dell’auto o peggio a pispolare con le dita sulle diavolerie informatiche alle quali purtroppo nessuno intende rinunciare! Certo a volersi ridisegnare la vita ogni giorno in una cinquantina di minuti, in barba alla nota, ma non a tutti, contrazione spazio-temporale del buon Albertino sarebbe stupendo ma in quale contesto non si capisce.

Le simpatiche ricette che l’autore elenca siamo proprio sicuri che ottengano l’effetto desiderato viste le contorsioni, espirazioni ed inspirazioni che con la tattilità delle nostre dieci dita saremo in grado di fare? Non parliamo poi dell’alimentazione a base di molte sostanze (miso, tempeh, tofu, tamari o shoyu  amasake), gran parte delle quali di provenienza orientale, dimenticando tutta la filiera ad esse associata. Forse che ognuno abbia la possibilità di recarsi nel proprio orticello a raccoglierle?

Se i consigli e le tappe da percorrere secondo le teorie dell’illustre medico ed epidemiologo non fanno una piega, ci viene in mente una famosa storiella che circolava negli ambienti accademici viennesi di fine Ottocento sulla capacità veritiera dei referti medici tra patologi, chirurghi e anatomopatologi per cui solo questi ultimi avevano ragione ma era ormai troppo tardi!

Michele Vista
Michele Vista
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