Condividendo il “Decatesseron 2020”

Gli autori che hanno dato vita a questa raccolta letteraria, sono intellettuali che scrivono con il cuore le relazioni appartenenti sia alla quotidiana cultura che a quelle emotive. Sono consapevoli che l’opera e la sua intimità, una volta consegnate alle stampe, non apparterranno più solo a loro ma saranno di dominio del lettore. Descrivono il mondo reale e spirituale al di fuori dell’ovvio e del mediocre, operano con la finalità di condividere gli intenti che possono divulgare e promuovere un messaggio che renda migliore la vita di ognuno. La raccolta, il “Decatesseron”, composta di posie e racconti di sei autori, è impreziosita dalla pregevole copertina artistica realizzata dal M.ro Felice Lovisco. Intuibile, ictu oculi, la somiglianza con l’opera “Decameron” di Boccaccio perché fu anch’essa realizzata durante una grave epidemia di peste del 1300: allora come oggi, costretti a convivere con una malattia infettiva, l’isolamento socio-sanitario era l’unica forma per evitare il contagio e durava dieci giorni (“deca” in lingua greca). Come sottolinea, infatti, l’editore Paolo Laurita : «Si è voluto rendere omaggio alla grande opera boccaccesca condividendo non soltanto la passione letteraria e le motivazioni, ma anche il dovuto riferimento al “ distanziamento sociale “ e all’isolamento fiduciario per quattordici giorni. Con quest’opera, il “Decatesseron”, si è perseguita la libertà di pensiero che è la variabile caratterizzante dell’opera, delegando ai lettori una critica contestualizzata all’attuale momento storico. Mentre il Boccaccio propone nel “Decameron” una versione reale e laica senza escludere la presenza di Dio con la sua intercessione o, secondo la visione dantesca per cui il principio ordinatore è dettato da Dio, con l’intercessione chiesta alle capacità scientifiche dell’uomo, nel “Decatesseron” gli aspetti principali per l’individuo sono due: l’intelligenza intesa come raziocinio e l’amore per l’arte e per la cultura».

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