Ci risiamo…contagi…teletrasporto…o fantascienza?

Sembra un copione ormai abusato che in questi giorni l’esercito dei vacanzieri si metta in moto in cerca di paradisi balneari o di montagna ma con un’incognita da non sottovalutare dovuta ad un famigerato virus, multiforme, fantasioso e surreale quasi preso a prestito dai racconti fantastici di Luciano di Samosata o dalla vena poetica dell’Orlando furioso.

Il contagio è usato come un congegno a orologeria, strombazzato a volte o minimizzato a seconda delle situazioni internazionali o nazionali che la quotidiana realtà ci presenta attraverso un linguaggio infarcito di parole spesso in evidenti contraddizioni e, com’è d’obbligo, di valori statistici, e si sa bene che il numero, essendo un’entità matematica astratta, può essere manipolato a piacimento o per usare il termine più idoneo, contabilizzato e produrre comunque dei profitti.

Non si comprende come nonostante i progressi scientifici della biologia molecolare di fronte a questo flagello divino l’unica vera arma in grado di neutralizzarlo o combatterlo sia nientepopodimenoche il buon senso, ma vai a trovarlo in una società, come quella in cui viviamo, dove ad arte è stato fatto di tutto per evitare che ognuno di noi lo usasse nel modo giusto. Ci domina il linguaggio pubblicitario e se la pubblicità è lo specchio della realtà il risultato è chiaro. Ci preoccupiamo dell’aria che respiriamo e della sua salubrità, igienizziamo a più non posso ma facciamo un po’ di mente locale, vale a dire usiamo il buon senso dei nostri nonni, per renderci conto  delle  sostanze  adoperate  allo  scopo,  invece  no,  tanto  abbiamo  fede  nel progresso ma non certo nella scienza!

È necessario preoccuparsi in casa di neutralizzare la formaldeide, bella scoperta ma ci se ne accorge solo ora! Allora preoccupiamoci anche del radon che ci avvolge, ma non possiamo cambiare la natura del nostro pianeta!  Il discorso a questo punto potrebbe estendersi all’infinito ma passiamo ora a ciò che riguarda la salute ed ecco che l’assatanata schiera delle multinazionali farmaceutiche non si fa sfuggire l’occasione e virus o non virus ci bombarda con i prodotti più svariati per tutelarci da eventuali malanni, in una spudorata farsa tragicomica! Nelle ore classiche in cui l’attività umana provvede al suo sostentamento alimentare, poiché oramai è consuetudine  diffusa  tenere  il  televisore  acceso,  si  susseguono  spot  pubblicitari interessati a difenderci da batteri o altro che causano, vomito, diarrea, dispesie, minzioni dolorose, flatulenza, dolori muscolari e mal di testa, s’apprende quasi con gioia che esistono ben nove tipologie del mal di testa. Allora ci sentiamo più sicuri e ci accontentiamo altro che buon senso!

Ritorniamo ora ai contagi e alla  sicumera  propaganda  dei  tanti  apprendisti stregoni: ci troviamo di fronte alla scienza o alla fantascienza dove tutto è possibile?

Sappiamo bene che la meccanica quantistica e quella relativistica, a livello teorico e speriamo che rimanga tale, prevedono la possibilità del trasporto a distanza della materia alias teletrasporto. Siamo sicuri che in un prossimo futuro il virus non possa propagarsi e trasmettersi anche attraverso i nostri social comunicativi?

Ahimè, non ci resta allora che rifugiarsi nel dilemma shakespeariano, però attualizzato: «esalare o flatulare»?  

Michele Vista
Michele Vista
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