Attentati all’aeroporto di Kabul attribuiti all’Isis-K

I servizi segreti del Regno Unito e degli Stati Uniti hanno attribuito i due attentati all’aeroporto di Kabul all’Isis-K. È “altamente probabile” che dietro gli attacchi suicidi ci fosse il gruppo terroristico Stato Islamico Khorasan, ha riferito a Sky News Uk una fonte della Difesa britannica. Di chi si tratta? Isis-k sta per Stato islamico-Khorasan, ramo dello Stato islamico in Asia meridionale e centrale, e non è affatto un attore nuovo del terrorismo islamico. Secondo una analisi del Center for Strategic and International Studies, la falange dello Stato Islamico, che nel 2015 ha annunciato la sua espansione nella regione del Khorasan (parti dell’Iran moderno, dell’Asia centrale, dell’Afghanistan e del Pakistan) è stato già responsabile di 100 attacchi contro civili in Afghanistan e Pakistan, con 250 scontri con le forze statunitensi, afghane e pakistane. L’Isis-K si è guadagnata una reputazione per la brutalità dei suoi attacchi, come quello dell’anno scorso nel reparto maternità di un ospedale di Kabul di Medici senza frontiere, in cui morirono 24 persone. Il primo emiro a guidare l’Isis-K è stato un pakistano, Hafiz Saeed Khan. Sempre secondo il CSIS, i primi membri includevano un contingente di militanti pakistani emersi nella provincia di Nangarhar in Afghanistan intorno al 2010, appena oltre il confine delle ex aree tribali ad amministrazione federale del Pakistan. IS-K ha ricevuto il sostegno della leadership centrale dello Stato Islamico in Iraq e Siria sin dalla sua fondazione nel 2015. Man mano che lo Stato Islamico perdeva territori, guardava sempre di più all’Afghanistan come base per il suo califfato globale. Kahn e gli emiri che lo hanno succeduto alla guida dell’Isis-K sono tutti stati uccisi da attacchi militari degli Stati Uniti nel corso degli anni, dopo il 2016. Oggi l’organizzazione è guidata da un militante chiamato Shahab al-Muhajir. In alcuni video diffusi nel 2015 dall’ufficio stampa, gli esponenti dell’Isis-K dicevano: “Sappiate che il califfato islamico non si limita a un particolare paese. Questi giovani combatteranno contro ogni miscredente, sia a ovest che a est, a sud o a nord”. In altre esternazioni i jihadisti dell’Isis-K hanno affermato che è loro intenzione alzare la bandiera del califfato sulla Casa Bianca e Gerusalemme. Secondo il rapporto del CSIS Transnational Threats Project sui gruppi salafiti-jihadisti, IS-K aveva nel 2018 una forza combattente tra 600 e 800 militanti. Oggi tuttavia potrebbero essere circa duemila, secondo alcuni report. O anche di più: per l’intelligence americana, l’Isis-K ha potuto contare su centinaia di jihadisti fuggiti dalle prigioni di Bagram e Pul-e-Charkhi, oltre a veterani siriani e altri foreign fighters, dopo l’annuncio del ritiro americano. Erano circa cinquemila tra miliziani dei talebani, di al Qaida e dello Stato islamico nel solo carcere di Bagram a luglio, prima che gli Usa ne cedessero il controllo alle forze afghane, poi dileguatesi precipitosamente davanti all’avanzata degli studenti del Corano. I jihadisti dell’Isis-K sono nemici giurati dei talebani. Dal gennaio 2017, l’Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED) ha registrato 207 scontri tra IS-K e talebani afghani. Un funzionario talebano, parlando a condizione di anonimato, ha detto alla Reuters della minaccia dell’Isis-K: “Anche le nostre guardie stanno rischiando la vita all’aeroporto di Kabul, anche loro affrontano una minaccia da parte del gruppo dello Stato islamico”. Secondo l’Isis-K, infatti, i talebani vorrebbero imporre un regime islamico in Afghanistan governato dalla legge della sharia fin troppo moderato. Inoltre sono arrivati al potere negoziando con gli Stati Uniti e non con la jihad. Nel corso degli ultimi anni sono tanti i conflitti avuto sul suo afghano tra talebani e Isis-K, in particolare nell’area di Jalalabad, ma anche a Kabul. La strategia militare delle cellule è sempre stata localizzata ad alcune regioni, al confine tra l’Afghanistan e il Pakistan soprattutto. L’Isis ha soprannominato i talebani “apostati” e li ha criticati per non aver applicato la legge islamica con fermezza. Al tempo stesso, l’Isis-K è ovviamente lontana anche dal Al-Qaeda, il gruppo artefice dell’attacco alle Torri Gemelle del 2001, vicino ai talebani.

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