«Vaccini anti Covid: un’impalcatura che crolla»

di Dr Sadaf Gilani

Il 20 aprile, The Lancet ha pubblicato un’analisi sull’efficacia dei vaccini Covid. Questo studio supporta le conclusioni a cui ero giunto in un mio precedente articolo [tradotto], che i vaccini Covid NON sono “efficaci al 95%”. Dalla “riduzione del rischio assoluto” si può calcolare il “Numero Necessario da Vaccinare” che indica approssimativamente quante persone dovranno essere iniettate per far sì che, teoricamente, una di esse possa godere del beneficio dato dal vaccino. È una metrica che ogni persona dovrebbe avere ben chiara prima di sottoporsi all’iniezione Covid. Di seguito sono riportati i Numeri Necessari da Vaccinare (NNV) per i diversi “vaccini” Covid:

Numero Necessario da Vaccinare (NNV) = 1/Riduzione del rischio assoluto

Per il vaccino di Pfizer, questo numero è stimato in 119. Ciò significa che dovranno essere iniettate 119 persone prima di poter osservare un miglioramento del quadro sintomatologico in un paziente “Covid.” Quindi, 118 di quelle persone avranno corso un rischio (potenziale) senza trarne alcun beneficio. Alcune stime sono ancora più alte, secondo The Lancet, i dati del vaccino Pfizer [basati sulla vaccinazione di massa in corso in] Israele suggeriscono un NNV di 217! Queste cifre NNV sono probabilmente sottostimate, poiché c’è un significativa offuscamento dei dati provenienti dai trial. L’efficacia reale è probabilmente anche minore dell’1% perché un certo numero di soggetti vaccinati avevano presentato “sintomi simili alla Covid” che erano stati erroneamente classificati come effetti collaterali, piuttosto che come potenziali infezioni post-vaccinali. Inoltre, in quel fortunato 0,84% di persone che, ipoteticamente, beneficerebbe del “vaccino” non sono stati calcolati gli effetti collaterali. Le metriche di efficacia non tengono conto degli eventi avversi dei prodotti somministrati. In altre parole, la sicurezza e l’efficacia sono considerazioni completamente separate. Per esempio, anche un intervento efficace può non essere sicuro se il rischio di lesioni è elevato. Questo esperimento “vaccinale” ha solo pochi mesi di vita, eppure, negli Stati Uniti, secondo il sistema di segnalazione passiva VAERS i decessi in seguito a iniezioni Covid hanno già superato quelli dei precedenti 21 anni per tutti gli altri vaccini messi insieme, con, oltre ai decessi, più di 227.000  eventi avversi non fatali. Inoltre, è stato riferito che il sistema VAERS registra solo circa l’1% degli eventi avversi reali. In tutto il mondo, molti ricercatori e medici che si rendono conto del pericolo hanno chiesto di fermare questo esperimento, citando un numero crescente di effetti collaterali insoliti e di decessi associati alla vaccinazione. Per questi vaccini Covid deve essere chiaro che non si conosce ancora il profilo di sicurezza completo. Inoltre, la “riduzione” [del rischio] non è una diminuzione delle morti e dei ricoveri, ma una riduzione dei sintomi. La maggior parte di questi sintomi che, presumibilmente, verrebbero alleviati sono quelli tipici del raffreddore e della comune influenza. Per citare lo studio di Lancet: “Queste considerazioni sull’efficacia si basano su studi che misurano la prevenzione dell’infezione da COVID-19 da lieve a moderata; non sono stati progettati per trarre conclusioni sulla prevenzione dell’ospedalizzazione, della malattia grave o della morte, o sulla prevenzione dell’infezione e del potenziale di trasmissione.” Inoltre [negli studi clinici], i “casi” lievi che sarebbero stati “prevenuti” erano stati valutati tramite test PCR, notoriamente inaffidabile. Come già detto, l’efficacia [vantata da questi vaccini] si basa sulla riduzione dei sintomi e, anche in questo caso, forse solo per un periodo di tempo limitato. È già stato annunciato che saranno necessari dei richiami, forse ogni anno o due volte all’anno. Questa misera efficacia non sarebbe insolita per un programma vaccinatorio che fosse giustificato sulla base di un beneficio per l’intera popolazione. Tuttavia, in questo caso, l’argomento del beneficio per la popolazione generale non può essere applicato, poiché non è stata fornita alcuna prova certa di una riduzione della trasmissione. Inoltre, questi prodotti sono ancora sperimentali. Sono in corso i test di fase 3 e la tecnologia di questa “terapia” genica sintetica non era mai stata utilizzata prima d’ora. Ogni giorno, vengono alla ribalta nuove informazioni, come questo studio di farmacocinetica animale che mostra che i vettori iniettati erano finiti in diversi organi, soprattutto ovaie e milza. Un ricercatore canadese, il Dr. Bridle, ha condiviso le sue preoccupazioni sui recenti risultati della biodistribuzione delle nano-particelle lipidiche e delle proteine spike nei riceventi. Tragicamente, le masse in preda al panico sono state illuse dalla propaganda che queste iniezioni sono efficaci al 95%. Questa è una metrica inutile, basata sulla riduzione del rischio relativo. La riduzione del rischio assoluto è intorno all’1%. Milioni di persone stanno partecipando inconsapevolmente ad un esperimento senza precedenti. Il Codice di Norimberga e i principi del consenso informato vengono violati quotidianamente. È consigliabile stampare la tabella di cui sopra e chiedere al proprio vaccinatore di spiegare questa metrica. Per poter correttamente fornire un consenso informato etico e legale, ogni partecipante alla sperimentazione deve comprendere i potenziali benefici e i rischi delle iniezioni, i potenziali rischi della Covid (in base all’età e allo stato di salute) e le alternative di trattamento efficaci per coloro che potrebbero averne bisogno. Vi sentireste a vostro agio con un paracadute che funziona circa l’1% delle volte? Direste poi che è efficace al 95% solo perché quel particolare paracadute ha funzionato il 95% delle volte meglio della concorrenza? Un prodotto con un’efficacia molto discutibile, ridicola e che suscita molte preoccupazioni riguardo ai potenziali effetti collaterali gravi a breve e lungo termine (decessi inclusi), potrebbe essere classificato più accuratamente come un veleno. “Un veleno può essere descritto come  ‘una qualsiasi sostanza che, introdotta o assorbita da un organismo vivente, distrugge la vita o danneggia la salute.’ Gli effetti negativi possono assumere molte forme, dalla morte immediata a sottili cambiamenti non evidenti fino a mesi o anni dopo.” Questa è la definizione di “veleno“, secondo la Royal Society of Chemistry. Si può sperare che, man mano che questo nefasto esperimento andrà avanti, i dati e la razionalità superino la paura, l’isteria e le menti ottenebrate delle masse. Che la giustizia prevalga e che questi crimini contro l’umanità siano chiamati a giudizio.

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