Upgrade vaccini… software informatico o biologia molecolare?

Il linguaggio ha un’importanza fondamentale nei nostri rapporti quotidiani, ma se diventa una torre di Babele spiega benissimo come anche con le parole e i loro significati si possa giocare a mistificare la realtà a proprio piacimento o mirando a determinati scopi. Consideriamo l’origine biblica o mitologica di tale modo di dire per indicare confusione delle lingue, se lo rapportiamo all’odierna realtà diventa confusione di idee sapendo benissimo il cui prodest nella gestione del potere nella storia dell’umanità.

L’informatica ha mutuato nel suo lessico strampalato (basti parlare con un tecnico informatico per rendersene conto) termini come il tanto declamato virus, proprio dalla biologia, che indagando sulla struttura di estrema complessità dei vari segmenti proteici costituenti la forma elicoidale del DNA, i mattoni appunto che formano un organismo vivente, e lo scambio d’informazioni legate a tali strutture e alle loro possibili combinazioni nei molteplici sistemi a cui danno luogo a seconda delle

differenti disposizioni di quantità atomiche ben definite. Il tutto però non è governato dagli altrettanto famosi bit ma da processi e principi termodinamici che la scienza nel suo divenire ha cercato e sta tentando di scoprire servendosi di un linguaggio statistico ed usando apparati strumentali di ricerca sempre più avanzati anche a livello di software, con buona pace degli informatici. Sequenziare il genoma lo facciamo con i principi dell’informatica o usando una strumentazione avanzata basata su principî di chimica-fisica ben precisi?  

È noto che un computer crea problemi che solo lo stesso computer è in grado di risolvere, sempre che venga adoperato nella maniera corretta. Di fronte a due informazioni uguali non è in grado di decidere proprio in virtù degli schemi logici che formano la sua struttura e si blocca o più esattamente cambia la sua velocità d’azione a seconda del numero di registri logici di cui è dotato. Nella ricerca scientifica, e in biologia molecolare, l’uso razionale dello strumento informatico fa la differenza. Non vogliamo credere che la scienza segua lo stesso modo demenziale che i più seguono oggi, nei rapporti sociali, servendosi dei mezzi informatici. Ci troveremmo, ahimè nella stessa condizione del famoso paradosso filosofico dell’asino di Buridano, che pur affamato di fronte a due sacchi di fieno perfettamente identici si lascia morire di fame non sapendo decidere da quale sacco iniziare.

Nella scienza moderna a dire il vero bisogna fare i conti anche col principio d’indecidibilità, ma è una faccenda di cui se ne potrà parlare un’altra volta!

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Michele Vista
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