Un secolo con Tonino

Armento, in provincia di Potenza, ha celebrato il 19 agosto una di quelle ricorrenze che, soprattutto nei piccoli paesi, finiscono per appartenere non soltanto al festeggiato e alla sua famiglia, ma all’intera comunità. Protagonista della giornata è stato Tonino Pascarelli, che nel maggio scorso ha compiuto cent’anni e che, per l’occasione, è tornato nel paese dove è nato e dove affondano le radici della sua storia.

La festa è cominciata intorno alle 18 e 30 in Palazzo Mazziotta, proprio il luogo in cui Tonino venne alla luce un secolo fa. Una scelta dal valore inevitabilmente simbolico: tornare, cent’anni dopo, nel punto esatto dal quale tutto era cominciato. Qui gli armentesi si sono stretti intorno al concittadino centenario in un clima semplice e familiare. Tra bicchieri di spumante e pasticcini di pasta di mandorle sono arrivati abbracci, saluti, ricordi e fotografie. Più che una celebrazione ufficiale, almeno nella sua prima parte, è sembrato l’incontro di una grande famiglia intorno a uno dei suoi membri più longevi.

Da Palazzo Mazziotta il piccolo “corteo” si è poi spostato verso piazza Umberto I. Ad attendere Tonino c’era una Fiat 500 rossa decappottabile, sulla quale ha percorso il breve tragitto fino alla sala consiliare di Largo Regina Margherita. Un passaggio che ha aggiunto alla giornata una nota allegra e quasi cinematografica: il centenario salutato lungo le strade del paese, ancora una volta al centro di quei luoghi conosciuti da ragazzo e rimasti nella memoria nonostante una vita trascorsa in gran parte lontano dalla Lucania.

Nella sala consiliare si è svolto il momento istituzionale della festa. Il sindaco di Armento, Luca Antonio Manieri, ha consegnato a Tonino Pascarelli una targa a nome dell’amministrazione e della comunità, riconoscendo in lui non soltanto il raggiungimento di un traguardo anagrafico eccezionale, ma anche una parte della memoria collettiva del paese.

Tonino ha quindi ripercorso brevemente alcuni passaggi della propria vita, soffermandosi in particolare sull’esperienza scolastica e professionale. La scuola ha rappresentato uno dei fili conduttori della sua esistenza: prima la formazione, poi l’insegnamento esercitato inizialmente in paesi della Basilicata e successivamente nell’Italia settentrionale. Una vicenda personale che richiama quella di tanti lucani della sua generazione, partiti per lavoro senza tuttavia recidere il legame con i luoghi d’origine.

La serata nella sala consiliare è proseguita con la presentazione del libro di Luca Antonio Catoggio, “Cent’anni e sto ancora qui, titolo che sembra racchiudere con ironia e immediatezza lo spirito stesso della ricorrenza: un secolo attraversato conservando memoria, curiosità e capacità di raccontare.

Terminato il momento istituzionale la festa è tornata in piazza. Tonino ha voluto offrire pizze e bibite ai partecipanti, mentre la musica popolare accompagnava incontri e conversazioni. Il paese ha così continuato a festeggiare senza formalità, trasformando il compleanno di un concittadino in una serata comunitaria.

Infine è arrivato il momento della torta. Il taglio, gli applausi, le fotografie e gli ultimi saluti hanno chiuso una giornata costruita soprattutto sull’affetto. Gli amici hanno augurato a Tonino un buon viaggio per il ritorno in Lombardia.

È rimasta, però, l’immagine più semplice: un uomo di cent’anni tornato nel palazzo dove era nato, circondato dalla gente del proprio paese. In mezzo un secolo intero di scuola, partenze, lavoro, lontananze e ritorni. Per qualche ora Armento lo ha riabbracciato come se quei cent’anni fossero anche un po’ suoi.