Un ministro emulo futurista…e le sue parole in libertà

di asterisco

Non c’è limite all’ignoranza poiché ignoranti lo siamo tutti ma con la differenza di non ignorare tutti la stessa cosa. L’immediatezza delirante dell’onomatopea futurista di un ministro della cultura non lascia scampo per caratterizzarne la sua stessa, ahimè presunta, acculturazione rampante, anzi una festosa esibizione pirotecnica che fa concorrenza ai migliori maestri fochisti dalla Festa partenopea di Piedigrotta a quella fiorentina dei fochi di San Giovanni!

Sono mesi ormai che il politico in questione ci delizia con le sue perle linguistiche lessicali igienizzanti, potremmo dire viste le sue simpatie storico culturali ma anche il perdurare nel dopo Covid di continue precauzioni igienico sanitarie!

L’affermazione che la cultura ci potrà salvare ha senso solo se questa s’identifichi con la conoscenza o ne diventi lo strumento ideale. Forse che basti un esiguo consenso di una maggioranza relativa, legittima in una democrazia parlamentare che si cerca in tutti i modi di stravolgere annullandone con pervicacia la dialettica politica fatta di confronto su temi sociali concreti e reali? Accade il contrario, si sventolano bandiere e triti slogan da mercanti nel tempio. Una sola cosa sembra evidente, il possibile naufragio parlamentare a cui si andrà incontro prima o poi! E dove approderanno i tanti naufraghi di terza generazione?

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