Un medico calabrese del Trecento traduttore di Galeno

Nel regno di Napoli nella prima metà del Trecento, il medico calabrese Niccolò de Theoprepo è tra i più importanti traduttori di Galeno alla corte di Roberto d’Angiò. Nella storia della medicina medievale un posto di rilievo occupano le numerose traduzioni della vasta opera galenica. In particolare se la precedente corte sveva aveva da sempre favorito un vasto programma culturale favorendo la traduzione dei numerosi testi arabi, ebraici e greci, a questi ultimi è rivolto in massima parte il lavoro di traduttore che il medico reggino compie alla corte angioina.

Del resto il programma politico e le motivazioni ideologiche di Roberto d’Angiò che miravano a una crescente integrazione dei territori latini e greci del regno, dal Salento alla Calabria, assegnano grande importanza culturale a queste traduzioni dal greco in latino, molte delle quali ancora inedite o per lo meno non ancora riviste in relazione ai canoni di un’edizione critica, come affermano i curatori del volume.  

È importante nel leggere le traduzioni delle opere di Galeno, tener presente l’impostazione dottrinale della medicina antica e medievale ed i canoni su cui si basa con una struttura essenzialmente aristotelica che parte dalla realtà naturale formata dai quattro elementi fondamentali: Fuoco, aria,

acqua, terra con le quattro qualità corrispondenti  caldo, freddo, umido e secco, le loro differenzazioni che dipendono dalle stagioni dell’anno, inverno, primavera, estate, autunno e che determinano i relativi umori, sangue, flemma, bile, melanconia. Il benessere fisico dipende dal loro equilibrio che si raggiunge attraverso l’assimilazione di un’adeguata alimentazione secondo il principio d’Ippocrate che contraria contrariis curantur, per giungere a quella dieta ad effetto dimagrante, sana ed equilibrata e che nel segno d’Ippocrate diventa un paradigma filosofico-culturale più che, rigidamente scientifico dell’opera di Galeno: aer, motus/quies, cibus/potus, somnus/vigilia, repletio/evaquatio, accidentia animi.  

Nel volume sono riportati in edizione critica i testi in latino e la traduzione italiana di quattro opuscoli: I vini – La diagnosi che si può avere dai sogni – Sulle forze che regolano il nostro corpo Le acque.

Notevole interesse presentano nell’analisi critica di questi trattatelli le notizie che i curatori del volume danno delle varie edizioni e in particolare il significato che i termini medici acquistano nelle traduzioni di autori nel mondo greco romano e poi medievale, che mettono in evidenza la particolare conoscenza dell’opera medica galenica del medico calabrese.  

Michele Vista
Michele Vista
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