Uil: «Mettere in sicurezza la Basilicata»

“Mettere in sicurezza la Basilicata”: è il messaggio rivolto al Presidente e alla Giunta Regionale dal Consiglio Confederale Regionale della Uil che si è svolto ad un anno dal secondo congresso regionale della Uil per un  bilancio dell’attività sindacale degli ultimi mesi e per fare il punto delle problematiche sociali più attuali. I lavori sul tema “dal secondo congresso regionale al sindacato delle persone” sono stati aperti dal segretario regionale Vincenzo Tortorelli.

“Il primo grande cambiamento avvenuto è quello della nuova missione di “sindacato delle persone”. Non è un aspetto nominalistico o formale passando da sindacato dei cittadini a sindacato delle persone, ma – ha spiegato Tortorelli – è il nostro modo di essere e fare sindacato adeguando e rafforzando i servizi verso lavoratori, pensionati, famiglie”.  In Basilicata sono state aperte così le “Case Uil” a Chiaromonte, Irsina, Palazzo San Gervasio con nuovi uffici e servizi del Patronato Ital, del Caf e delle organizzazioni di categoria. A Matera è in fase di ultimazione la nuova “Casa Uil” in una struttura più ampia e funzionale. Nella prima decade di settembre prevediamo una due giorni su Matera, per l’inaugurazione della sede e una conferenza dei Servizi con i responsabili e i segretari nazionali. Tra le iniziative più significative la Festa del 1 maggio che resterà per sempre nella  memoria di tutto il sindacato lucano e che ha richiesto impegni e sacrifici ripagati dall’ottima riuscita. La Segretaria nazionale Uil  nel corso dell’Esecutivo del 10 maggio scorso ha ringraziato pubblicamente il gruppo dirigente e gli iscritti lucani. “Abbiamo dato voce al Paese reale e al diffuso bisogno di protagonismo e di confronto. Il messaggio che abbiamo mandato – ricorda Tortorelli – al Governo nazionale e regionale è quello di una Basilicata che non piega la testa. Abbiamo rimesso al centro dell’attenzione politica il Mezzogiorno, la strenua difesa della Costituzione e i temi dell’unità del Paese contro il disegno di autonomia differenziata”. Al centro dell’iniziativa resta l’autonomia differenziata. “La manifestazione di Matera – ha detto il segretario della Uil – è una nuova tappa della mobilitazione che abbiamo avviato insieme ad enti locali, associazioni di cittadini e partiti con il sit-in del 17 aprile a Potenza davanti la Giunta Regionale contro il DL Autonomia Differenziata. La scelta di concludere davanti l’Ospedale Madonna delle Grazie è particolarmente significativa perché a rischio è la sanità, una delle 23 materie che possono essere oggetto del “federalismo a geometria variabile”. Siamo fortemente preoccupati per la tenuta del Sistema Sanitario Regionale e l’arretramento di servizi e prestazioni per la salute a Matera, nel Materano e nelle aree più interne. Per la Uil  è assolutamente necessario avere un progetto forte per il Paese, anche perché è qui che vivono le persone, i cui diritti civili e sociali, la cui dignità va salvaguardata e rafforzata. Noi riteniamo che questo Paese, per essere ammodernato e per competere sul piano dello sviluppo e ridurre le disuguaglianze, abbia bisogno di riforme molto ampie, condivise, partecipate, realizzate dalle forze politiche ma avvertite come opportune anche dalle forze sociali e dall’intera cittadinanza. L’attuale Governo e con esso la Giunta Regionale hanno scelto invece una strada diversa. Per noi il disegno di autonomia differenziata si batte contestualmente ad un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali, e per la difesa dello stato sociale”.

A meno di un anno dalla conclusione della legislatura regionale, la Uil si rivolge al Presidente Bardi e alla Giunta. “Manca un miglio dalla fine del loro mandato e pertanto siamo consapevoli – ha detto Tortorelli – che non si può fare tutto quello che non è stato fatto sinora. Ci si concentri sulle priorità. Su tutte Stellantis e l’automotive di San Nicola di Melfi (Patto per Melfi), lo stato di attuazione del Pnrr, la riorganizzazione del sistema sanitario, il lavoro e la difesa dello stato sociale. L’alibi delle risorse finanziarie inadeguate è caduto: tra Pnrr e risorse comunitarie europee i soldi ci sono e vanno spesi non tanto per spendere, ci si doti di un cronoprogramma di azioni ed interventi prioritari. Ma – aggiunge il segretario della Uil – continuiamo a chiedere un cambio di passo prima di tutto nel confronto con il sindacato che sinora è stato episodico e formale. Non siamo ma entrati nella concertazione, termine che negli ambienti di viale Verrastro provoca l’orticaria. Pensare di farcela da soli è quanto di più sbagliato possa esserci specie nell’affrontare sfide epocali come quella della transizione energetica”. Un dibattito partecipato di segretari di categoria e dirigenti ha caratterizzato il consiglio Uil.

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