Bravo, sette più…conta la forma o la sostanza?

Torna attuale la battuta del celebre duo Cochi e Renato degli anni Sessanta, di fronte alla promozione a pieni voti degli alunni responsabili, nei mesi trascorsi, di un gravissimo atto nei confronti di una loro docente in un Istituto tecnico in quel di Rovigo. Un tempo vigeva la norma che il voto determinante fosse quello in condotta, anche se lo studente avesse ottenuto il massimo dei voti in tutte le materie. L’educazione intesa nel suo nobile significato veniva rafforzata dal percorso scolastico ma non di certo doveva sostituire quella prioritaria che spettava alla famiglia. Forse per coerenza e dignità morale i genitori avrebbero dovuto criticare il verdetto scolastico positivo invece di affidarsi alla vanvera mediatica basata sul pincipio intramontabile: ogni scarrafone è bell’’a mamma soja.

Basta con questo buonismo di facciata, a destra come a sinistra strumento politico per mascherare l’ipocrisia e smettiamola  con lo scambio dei ruoli tra le parti, se i docenti fanno la loro parte anche i genitori facciano la loro E’ necessario forse rispolverare l’altrettanto adagio: Mazz’ e panell’ fanne ‘e figli bell’. Panell’ senza mazz’ fann e’ figl pazz’… o secondo un’altra variante più popolare…du c…???

radionoff
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