To Bit, or not to Bit …ma va’ in Turislandia!

di asterisco

Si è tenuta nella città di Milano, una tre giorni dedicata alla promozione turistica della nostra penisola. Un territorio unico nel suo genere per la varietà di risorse paesaggistiche lungo l’estesa linea costiera dalla quale è contorniato e l’analoga dorsale alpina e appenninica nella sua fascia interna. Borghi e località ricchi di un illustre passato storico, formano un patrimonio di valore immenso e incrementale per un turismo di qualità, non per nulla disgiunto dalle potenzialità gastronomico culturali che una identitaria e topica agricoltura, se ben gestita e rispettosa della sostenibilità ambientale, può offrire.

Nei numerosi stand espositivi assegnati alle varie regioni, si dà all’attento visitatore la possibilità di sfogliare interessanti e nutrite pubblicazioni ricche d’immagini, assieme a supporti informatici di complesse progettualità che permettono statistiche e percentuali indicative dell’offerta turistica. Il dato statistico però ha un’estrema importanza poiché rivela le immancabili défaillances legate alla fattibilità dei numerosi progetti messi in cantiere che non sempre trovano un riscontro reale in alcune regioni.

Si ha l’impressione in taluni casi di proporre un turismo più virtuale, inghirlandato da valide e molteplici prospettive intenzionali che in alcune regioni purtroppo sembra uniformarsi a uno sterile metaverso più che avere concretezze fattuali. Non s’intravvede, bisogna dire, una vera sinergia d’intenti tra le diverse realtà locali, quanto un ampio spreco di risorse economiche e contributi a vantaggio delle lobbies politiche locali e molte volte nazionali!

Per tornare alla metafora shakespeariana, sarà questo il vero dilemma?