Specie tra i giovani anche il coltello è di “moda”

Ormai è notizia quotidiana quella di giovani (a volte bambini) coinvolti in risse furiose o aggressioni a danno di persone che, queste bande giovanili, incontrano sul loro percorso. Specie le vittime sono sole, anziane o inferme. A sentire questi “bravi giovani” dicono che vivono tutti con “i buoni insegnamenti di mammà”. 

Purtroppo questa piaga sociale è presente in Italia, in Europa e nel Mondo. La violenza giovanile, fino a qualche anno fa, veniva esercitata soprattutto nei campi da calcio, si scontravano le tifoserie delle due squadre che si incontravano e l’indomani ognuno mostrava i lividi che aveva “ottenuto”.

Oggi è cambiato il modo di scontrarsi, non ci sono più due “tifoserie domenicali” di violenti che si scontrano ma ci sono bande di incoscienti violenti che vanno alla ricerca di uno scontro fino a farne un “motivo di vita”.

Alla moda che dettava la marca per un paio di scarpe, un giubbino o qualche altro vistoso indumento si è aggiunta anche quella del coltello.

Il giovane che gira senza una lama in tasca non è alla moda, è come dimostrare di esserlo se non cogliendo ogni occasione per “sfoderarlo in bella vista”.

Le lame sono diventate un prolungamento della mano sia per uomini che per donne, anzi proprio quest’ultime e giovanissime risultano le più spietate e spregiudicate, a quanto ci riportano le cronache.

E pensare che sono i giovanissimi che usano il coltello con la stessa abilità con cui usano lo smartphone e non mancano testimonianze di quanto l’attività delinquenziale, almeno in Italia, è sempre più allarmante e in continuo aumento anche se è sempre in vigore il “famoso” decreto Caivano che prevede pene durissime, fino a 4 anni di reclusione, per chi porta armi non autorizzato.

Vediamo, dunque, come la sola repressione non basti, come, anzi, la punizione, la condanna, la galera diventano motivo di “vanto sociale” e “fortuna economica”. Esempio sono quegli improvvisati rapper il successo che godono perché “compongono e eseguono” filmati e brani inneggianti la violenza. Per risolvere questo gravissimo problema occorre che si studino strategie atte a prevenire questi episodi che si sviluppano soprattutto nelle periferie delle città dove da sempre vige la legge del più forte, dove l’aggregazione sociale non esiste se non in qualche oratorio che è di ostacolo alla violenza e quindi non sempre è ben accetto.

Rude Clava
Rude Clava
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