Salerno-Potenza-Bari e ritorno

E vai con la Salerno-Potenza-Bari. Un tunnel infinito che passando dalle viscere della Basilicata congiungerà il Tirreno e l’Adriatico. Entrerai in galleria che parli salernitano e ne uscirai esclamando un sorpreso “cè cos”. Inebriante. La stagione degli annunci è sempre roboante, fantastica, da risate di felicità e abbracci per la strada fra sconosciuti. I commenti si sprecano, come se l’opera fosse già lì, a portata di gomma: “eh, però, che bella illuminazione”, “Finalmente posso prendere l’aereo partendo solo mezz’ora prima”, “ma lo sai che Bari è la Milano del Sud?”.

I politici che governano sono in brodo di giuggiole, finalmente, dopo aver dimostrato che coalizione di maggioranza può significare anche nemici di maggioranza, possono dare un annuncio. E giù comizi e conferenze, interviste e proiezioni: la Basilicata può crescere del 1000 per 100, Potenza centro del Mediterraneo, il Potenza in serie A, San Gerardo non si scorda mai di noi, vuoi un sigaro?

E, quindi, come quando si è a pancia piena, sazi, ebbri di voluttà, ruttino incluso, ogni politico se ne va per conto suo dopo i bagordi della festa della nuova Annunciazione. C’è anche chi va al mare e inforca la Basentana, ancora col sorriso sulle labbra. Dura poco, certo, la prima e poi la seconda deviazione costringe a un’andatura non coerente con l’entusiasmo che c’è in corpo. Un porca miseria di qua o porca vacca di là e la via crucis ci accompagna fino ai confini della Basilicata, alias confini della realtà.

Poi gli prende una malinconica felicità: diamine dopo, quanti sono, 50?, vabbè facciamo sessanta anni noi, dico noi, politici di governo abbiamo disegnato una nuova arteria fondamentale per lo sviluppo, per esportare i peperoni cruschi o il mitico fagiolo di Sarconi, cavolo.

Poi un fosso e un’altra deviazione e il pensiero che è una decisione solenne: la nostra nuova strada non sarà così malmessa, cribbio!

Sì, diamine, non potrà essere uguale. Ma la Basentana deve rimanere così, a dimostrazione di chi c’era prima e di chi c’è ora! Ecco!

Poi, complice una strada finalmente seriamente percorribile, fuori dei confini regionali, il politico si lascia andare a pensieri ameni: come la si potrà chiamare? L’autostrada dei due mari! Bello, ma così escludiamo le nostre montagne. Mumble, mumble. Dalle montagne esce la strada cantante!, no, sa di peto. I tre confini, no, sa di Friuli. La Magna Via! Questa non è male.

Gli annunci hanno questo di magico, riproducono la realtà che dovrebbe essere, senza intoppi, ritardi, buche o ponti tremolanti. Gli annunci hanno sempre il vestito buono.

E’ la realtà che ha sempre le toppe al culo.

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Luciano Petrullo
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Un commento

  1. Se non sbaglio Potenza Bari e Salerno sono già collegate con cambio a Bari.
    Parlo x conoscenza diretta con tanto di sveglia alle 4. Non c è mai fine alla propaganda. Che noia.

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